<1994 - 1996>

CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1995

L'ultima zampata del Leone
Terminato il proficuo rapporto con la Honda e superate le due parentesi con Ford e Peugeot, la Mclaren intraprese una collaborazione con la Mercedes destinata a durare quasi un ventennio. Nel 1995 oltre ad Hakkinen venne scelto Mansell, che si era ritirato dopo il titolo nel 1992 rientrando già parzialmente nel 1994 alla Williams: nei primi test la monoposto evidenziò però alcuni problemi e il Leone prese una pausa in attesa di sviluppi. Saltate le prime due gare, tornò al volante a Imola e Barcellona ma, insoddisfatto della situazione, grazie ad una clausola sciolse anticipatamente il contratto abbandonando definitivamente la Formula 1. 

Un pò di f... qua?
Campione italiano F.4 e F.2000, Schiattarella venne ingaggiato dalla Simtek alla fine del 1994 e venne confermato anche nell'anno seguente, nel quale giunse nono a Buenos Aires cogliendo il miglior risultato nella breve storia del team. Dopo un debutto travagliato lo sponsor principale Mtv aveva ridotto i fondi alla Simtek, che iniziò il campionato con un budget risicato: a Montecarlo le attrezzature erano ridotte al minimo e la partecipazione durò lo spazio delle prove causa problemi tecnici, a quel punto il team chiuse i battenti e il pilota italiano si dedicò ad altre categorie. Al contempo Schiattarella è riuscito a portare il proprio nome fuori dal motorsport, grazie al siparietto di Gianni Giudici, alle sue spalle durante un'intervista.

Un regalo di compleanno speciale per Jean
Dopo un incoraggiante debutto con la Tyrrell, Jean Alesi ricevette un'offerta dalla Williams, cui preferì la Ferrari, dove visse stagioni difficili in un periodo nero per la casa del cavallino. Nel 1994 la rossa progredì e seppur limitata da cronici problemi di affidabilità consentì al pilota francese di stazionare costantemente tra i primi. L'anno seguente Alesi riuscì anche ad ottenere la prima e unica vittoria in F1, a Montreal, proprio nel giorno del suo 31esimo compleanno: portatosi in seconda posizione grazie a due spettacolari sorpassi su Berger e Hill, passò in testa grazie ad un problema tecnico di Schumacher e vinse la corsa, coronando un sogno più volte solo sfiorato causa sfortuna e problemi alla vettura; tra l'altro in quel giorno la Ferrari si fermò incredibilmente pochi km dopo il traguardo e Schumacher offrì un passaggio ad Alesi per il rientro ai box e i festeggiamenti sul podio.

La F1 verso nuove norme sulla sicurezza
Dopo i gravissimi fatti della stagione precedente, dal 1995 vennero introdotte alcune modifiche regolamentari quali la riduzione della cilindrata massima del motore da 3,5 a 3 litri e l'incremento della misura della posizione di guida. La Sauber aveva già inserito anche delle vistose protezioni laterali che diventarono obbligatorie dalla stagione successiva; al volante della vettura elvetica, oltre a Frentzen, si alternarono Wendlinger, provato dal grave incidente avvenuto a Monaco nel '94, e Bouillon, che nell'unica stagione disputata in Formula 1 colse un quinto posto ad Hockenheim come miglior risultato.

Footwork Arrows: inizio della fine
La crisi economica di molti team portò nell'arco di pochi anni ad una notevole riduzione degli iscritti (dai quasi 40 del 1989 ai 22 del 1996) e all'ingaggio di piloti paganti, con conseguente impoverimento di talento in griglia rispetto agli anni precedenti. La Footwork per il 1995 affiancò a Morbidelli il giapponese Inoue, già utilizzato dalla Simtek a Suzuka l'anno precedente (quando lui stesso dichiarò di non sentirsi all'altezza) e ricordato soprattutto per due incidenti singolari: a Monaco chiese di essere trasportato ai box sulla sua vettura, ma la Safety Car colpì la monoposto al traino sbalzando fuori il pilota che riportò una commozione cerebrale. In Ungheria invece, dopo un innocuo ritiro per rottura del motore, accostò a bordo pista e corse a munirsi di un estintore per spegnere il principio d'incendio sulla sua macchina ma fu investito, a bassa velocità, dalla macchina dei commissari intervenuti per spostare la monoposto, risultando fortunatamente illeso.
Simpatico aneddoto: quando Johnny Herbert testò la Benetton girando due secondi più lento di Schumacher ebbe modo di dire: "mi sento come Inoue". Nel frattempo il team fu costretto al momentaneo allontanamento del titolare Morbidelli, al cui posto venne chiamato Papis, che corse sette Gp sfiorando la zona punti con un settimo posto a Monza. Chiusa la porta F1, Papis si è spostato in America dove ha ottenuto grandi successi quali la 24 ore di Daytona, la 12 ore di Sebring, oltre alle 6 ore di Mont-Tremblant e Watkins Glen; Morbidelli rientrò a fine stagione cogliendo un insperato podio ad Adelaide.



Lezioni di guida sul bagnato da Schumacher
A Spa le prove furono condizionate da un violento scroscio di pioggia: le due Ferrari avevano fissato un ottimo tempo precedentemente e conquistarono la prima fila, mentre andò peggio a Michael Schumacher, sedicesimo e condizionato anche da un guasto al cambio e dall'utilizzo del muletto. Il tedesco iniziò subito a recuperare terreno fino a portarsi alle spalle del leader Hill, prendendo poi il comando della corsa quando con l'arrivo della pioggia il rivale entrò a cambiare le gomme. Schumacher a sorpresa restò in pista con le gomme d'asciutto riuscendo incredibilmente a battagliare con Hill, la strategia si rivelò indovinata in quanto la pista si asciugò a breve e la Benetton tagliò il traguardo con un netto vantaggio sugli inseguitori, prendendo il largo verso il secondo titolo iridato.


Alesi e Monza: amore impossibile
Cuore ferrarista, Jean Alesi era solito fornire prestazioni particolarmente entusiasmanti davanti al suo pubblico a Monza, purtroppo con scarsa fortuna. Nel 1994 colse la pole position davanti al compagno di squadra Berger e rimase in testa fino al pit stop, quando fu costretto al ritiro per un guasto alla trasmissione, mentre l'anno seguente scattò dalla terza fila e prese il comando, ma fu tradito dalla ruota posteriore a sette giri dal termine, quando il successo sembrava ormai una formalità.


Pacific in difficoltà
La Pacific, dopo aver ottenuto importanti affermazioni nelle categorie minori, dal 1994 di approdare in Formula 1, accordandosi con la Ilmor per avere i motori V10 utilizzati dalla March due anni prima e con la Reynard per la progettazione della vettura, affidata a Gachot e al pagante Belmondo. Nel primo anno i due piloti si qualificarono solo in alcune gare iniziali, solitamente in corrispondenza di problemi altrui, senza mai arrivare al traguardo, mentre nel corso dell'anno successivo i problemi economici costrinsero Gachot (che aveva quote nel team) a lasciare momentaneamente posto a Lavaggi e poi a Deletraz. Lo svizzero, già utilizzato nel 1994 dalla Larrousse, debuttò all'Estoril facendo segnare l'ultimo tempo in prova a 12 secondi dalla pole (e a 7 dal compagno di squadra Montermini), ritirandosi dopo 14 giri per crampi, mentre nel successivo Gp al Nurburgring riuscì a terminare la gara, seppur a 7 giri dal vincitore. Gachot tornò al volante per le ultime gare cogliendo un ottavo posto, Deletraz maturò invece esperienza nelle competizioni Gt, vincendo nel 2007 la 24 ore di Spa.


La Danimarca torna in Formula 1
Ad oltre vent'anni dall'ottavo posto di Belso ad Anderstorp nel 1974 (Nelleman tentò di partecipare nel 1976, sempre in Svezia, ma non riuscì a qualificarsi), un pilota danese scese in pista per un gran premio di Formula 1. Alla guida della Mclaren in sostituzione di Hakkinen, Jan Magnussen disputò il gran premio del Pacifico qualificandosi in sesta fila e arrivando al traguardo in decima posizione, alle spalle del compagno di squadra Blundell e a due giri dal vincitore Michael Schumacher.
Ingaggiato dalla Stewart nel 1997, prese parte ad altre 23 gare ottenendo un punto a Montreal nel 1998, in occasione dell'ultima presenza, prima di far posto al più esperto Verstappen; anche il figlio Kevin è diventato poi pilota professionista.


Distacco da record
Dopo una breve alternanza con Mansell, che abbandonò dopo poche gare in quanto insoddisfatto della vettura, Blundell concluse la stagione e la sua carriera in Formula 1 ad Adelaide alla guida della Mclaren, unico pilota in gara per il team britannico in seguito al grave incidente occorso al compagno di squadra Hakkinen, che rimase in coma per due giorni.
Quarto al traguardo, l'inglese venne distanziato di due giri dal vincitore Hill, al pari di Panis e Morbidelli, rispettivamente secondo e terzo; era dal gp di Spagna del 1969 (Stewart) che il vincitore non distaccava di due giri il secondo classificato.
Blundell vanta nel proprio palmares anche una vittoria alla 24 ore di Le Mans e tre successi in America nella serie Cart.