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Campionato del mondo di Formula 1 - 1993



CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1993

Senna ahow a Donington
Nel giorno di pasqua del 1993 si compì un'indimenticabile opera d'arte di Ayrton Senna: a Donington il brasiliano strappò il quarto tempo e alla partenza sul bagnato venne chiuso da Schumacher, in questo modo entrambi vennero superati da Wendlinger poi, nel corso del primo passaggio, Magic si scatenò sopravanzando Schumacher già all'uscita della prima curva e superando in sequenza in un solo giro Wendlinger, Hill e Prost, conquistando la testa della corsa e accumulando un grande vantaggio sugli inseguitori in una gara dal continuo susseguirsi di acquazzoni, che obbligarono i piloti ad un gran numero di cambi gomme: Senna non si lasciò sorprendere dal meteo e vinse agevolmente davanti a Hill e Prost, quest'ultimo addirittura doppiato.

Nuovo tentativo per la Lola
La Scuderia Italia mosse i primi passi in Formula 1 con telai Dallara, ottenendo risultati incoraggianti, ma alla fine del 1992 l'accordo venne chiuso (pare per problemi tra il telaista e la Ferrari, fornitrice di motori) e avviato un nuovo percorso con la Lola, già presente precedentemente con Haas e poi Larrousse. I risultati furono disastrosi: i due piloti mancarono spesso la qualificazione e non arrivarono mai in zona punti, sfiorata solamente da Badoer a Imola. Chiusa anzitempo la stagione, Lucchini entrò in società con la Minardi, prima di tornare con grande successo a gare turismo e Gt.

Un piccolo record per Barbazza
Monzese di nascita, con alle spalle esperienze in America (terzo alla 500 miglia di Indianapolis nel 1987) e una poco fortunata stagione in Formula 1 con la Ags con la quale non riuscì mai a qualificarsi, nel 1993 Barbazza ebbe l'occasione di tornare nel circus con la Minardi stabilendo un piccolo primato: grazie ai due sesti posti di Donington e Imola fu infatti il primo ad andare a punti per due gare consecutive con la scuderia faentina. Sostituito da Martini a metà stagione, abbandonò la Formula 1 e tornò in America nella serie Imsa, dove la sua carriera si interruppe definitivamente a causa di un grave incidente alla 3 ore di Road Atlanta alla guida della Ferrari 333 Sp; in seguitò si distinse per il proprio lavoro nell'ambito della sicurezza sportiva.

Ayrton Re di Montecarlo
Con una Mclaren in difficoltà, Sennainiziò il campionato con un ritmo incredibile e dopo le vittorie ad Interlagos e Donington, si presentò a Montecarlo molto agguerrito. Ottenuto il terzo posto in prova, sfruttò le incertezze di Prost che partì anticipatamente e dopo lo stop and go fece spegnere il motore, perdendo un giro; passato in testa dopo il ritiro di Schumacher, il campione brasiliano condusse con passo regolare nonostante un cambio gomme problematico e andò a vincere per la quarta volta consecutiva a Montecarlo, la sesta in assoluto, battendo un record fino ad allora detenuto da Graham Hill e rimasto imbattuto.

Un podio da leggenda
Nonostante la superiorità tecnica della Williams, il mondiale 1993 è stato movimentato da gare entusiasmanti e da tre protagonisti eccezionali: Prost, all'ultimo anno in carriera, Senna, scatenato alla guida di un mezzo modesto, e Schumacher, giovane in grande ascesa come la sua Benetton. Nel Gp di Spagna di quell'anno, per l'unica volta nella storia, i tre piloti, universalmente considerati tra i più forti di tutti i tempi, sono saliti contemporaneamente sul podio: in totale su quei gradini 14 titoli mondiali, 183 vittorie, 166 pole position e 137 giri più veloci in gara.

Benvenuta Sauber
Peter Sauber inizio la propria attività costruendo vetture Formula 2 e Sport Prototipo, avviando una proficua collaborazione con la Mercedes, il cui appoggio fu determinante per il passaggio in Formula 1. La Sauber C12 debuttò nel 1993 e si dimostrò subito competitiva ma altrettanto inaffidabile e il promettente Wendlinger fu più volte costretto al ritiro, ma finalmente a Montreal arrivò il primo punto, cui seguirono altri tre piazzamenti che consentirono all'austriaco di terminare la stagione in una soddisfacente posizione di metà classifica. Nel 1994, dopo un buon avvio, fu vittima di un terribile incidente a Monaco che compromise la sua carriera in F1, passò allora con successo alle ruote coperte.

L'ultima lezione del Professore
In seguito al burrascoso divorzio dalla Ferrari, Alain Prost trascorse un anno sabbatico, concretizzando nel frattempo un accordo con la Williams, inserendo nel contratto una clausola per impedire l'arrivo nel team di Ayrton Senna. Passate alcune gare difficili il francese prese agevolmente il largo e con sei vittorie in sette gare tra Imola ed Hockenheim ipotecò il quarto titolo. Proprio in Germania Prost ottenne la sua ultima vittoria, la numero 51 su un totale a fine stagione di 199 gare, niente male per un pilota considerato ingiustamente come freddo calcolatore.

Mclaren Lamborghini: sogno sfumato
Nell'estate del 1993 la Mclaren testò una Mp4/8 su cui era stato installato un potentissimo V12 Lamborghini: nonostante alcuni problemi relativi a lunghezza, consumi e affidabilità, Senna telefonò a Dennis dichiarandosi entusiasta, richiedendo addirittura di averlo subito, sicuro che non avrebbe finito tutti i Gp, ma sarebbe stato velocissimo. I vertici Mclaren avevano dei dubbi, inoltre la Peugeot garantì anche copertura economica, per questo motivo Dennis si accordò con la casa francese, irritando non poco Senna, e della Mclaren Lamborghini restano solo racconti e immagini di un bel sogno.

Le prime vittorie di Capitan Zero
Dopo un passato nel motociclismo e una lunga gavetta nelle 4 ruote, Damon Hill ebbe modo di debuttare in F1 con la Brabham, affinando le proprie doti con il ruolo di collaudatore per la Williams, che nel 1993 lo promosse a titolare al fianco di Prost. Con il numero 0 sulla vettura Hill dimostrò presto di essere un pilota affidabile e veloce: arrivarono podi e la prima pole, mentre in Inghilterra e Germania la vittoria sfumò per guasti meccanici; un appuntamento solo rimandato visto che all'Hungaroring l'inglese centrò il primo successo, seguito da altri due consecutivi a Spa e Monza, poi altri due podi e un quarto posto consolidarono il terzo posto nella classifica finale. 

256 volte Patrese
Vicecampione in carica, dopo gli anni d'oro in Williams Riccardo Patrese venne scelto da Briatore per affiancare l'astro nascente Schumacher e mettere in campo la propria esperienza al fine di sostenere la grande crescita della Benetton. Trascorsa una prima metà di stagione tribolata, il padovano visse un finale in crescendo conquistando numerosi piazzamenti grazie ad ottime prestazioni; dopo aver festeggiato in Germania il traguardo dei 250 Gp, colse all'Hungaroring il suo ultimo podio giungendo secondo al traguardo, poi a fine stagione si ritirò, rifiutando durante l'anno seguente un'offerta della Williams, che lo aveva scelto per sostituire Ayrton Senna.

Andretti di nome ma non di fatto
Il figlio di "Piedone" arrivò in Formula 1 forte di grandi risultati ottenuti nelle corse americane, dove vinse anche un campionato CART nel 1991, anno in cui effettuò i primi test sulla Mclaren, scuderia con cui debuttò due anni più tardi. La stagione non iniziò nel migliore dei modi in quanto il team aveva perso i motori Honda e si era adattata con i Ford "clienti", inoltre Andretti faticava ad adattarsi e il confronto interno con un campione navigato come Senna rese la situazione ancora più difficile. A Monza un testacoda lo portò in fondo al gruppo, ma con grinta l'americano recuperò terreno e riuscì a chiudere al terzo posto (suo miglior risultato), nella stessa pista dove era salito sul podio l'ultima volta il padre Mario nel 1982. Appiedato dopo il Gp d'Italia, Andretti tornò in America ripresentandosi al via del campionato CART.

Minardi stile Hot Wheels
Le forniture di motori Ferrari e Lamborghini non avevano portato risultati e lasciato un pesante disavanzo economico, per cui la Minardi iniziò il 1993 con una vettura semplice e i motori Ford dell'anno precedente, nonostante ciò si trattò della miglior stagione in termini di punteggio per il team faentino. Christian Fittipaldi (figlio di Wilson e nipote di Emerson), che ottenne ben 5 punti in campionato, a Monza fu protagonista di un arrivo spettacolare, terminando alle spalle di Martini dopo averlo colpito ed eseguendo un incredibile 360° in aria.

Apicella, carriera lampo
La carriera in F1 di Apicella non durò nemmeno un giro: chiamato da Eddie Jordan per disputare il gp d'Italia in seguito al ritiro di Boutsen, l'italiano si qualificò 23esimo e venne coinvolto in un incidente poco dopo il via. Contende questo particolare record con Miguel Angel Guerra (Osella, 1981).

Verso la regola del 107%
Per alcuni anni in Formula 1 l'elevato numero di iscritti rese necessaria l'esclusione di alcuni piloti per mantenere un massimo di 26 partecipanti alle gare poi, con l'abbandono di diversi team, a partire dal Gp del Brasile 1993 si decise di escludere uno solo dei 26 iscritti. Dal Gp di Germania vennero ammessi tutti i partecipanti, che nelle ultime gare dell'anno, causa il forfait della Scuderia Italia, divennero 24; in questo modo Toshio Suzuki, chiamato dalla Larrousse per sostituire Alliot, in Australia prese parte alla gara nonostante un pesante distacco in qualifica, situazione cui in futuro si cercò di ovviare con l'introduzione della regola del 107%.

La fine di un lungo duello
Il 7 novembre 1993 sul Circuito di Adelaide​ ​si disputò l'ultimo Gran Premio stagionale, che segnò contemporaneamente l'ultima presenza di Alain Prost e l'ultima vittoria di Ayrton Senna. Dopo anni di battaglie in uno scontro senza eguali, a fine gara Senna chiamò il rivale sul gradino più alto del podio dove i due i strinsero la mano e festeggiarono insieme, segnando la fine di un'epoca indimenticabile. 
Alain Prost affermò che ​all'inizio del 1994 i due si erano incontrati e si erano confrontati in modo amichevole​, poi Senna, durante un giro dimostrativo a Imola​ in vista del Gran Premio​, salutò così il francese, impegnato dagli studi televisivi: "Vorrei fare gli auguri di bentornato al mio amico Alain, manchi a tutti", poteva sembrare un'incredibile lieto fine, poi, purtroppo, arrivò il primo maggio.