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Campionato del mondo di Formula 1 - 1990

<1989 - 1991>


La stagione iniziò con grandi novità: tre storiche scuderie, ovvero March, Brabham e Arrows cambiarono proprietà, situazioni che non portarono particolare fortuna ai team, destinati in futuro alla scomparsa dalla massima categoria. Dal punto di vista tecnico la Tyrrell, grazie alla mente di Harvey Postlethwaite, presentò la prima vettura con musetto rialzato, soluzione poi adottata da tutte le altre scuderie per gli anni a venire; dal punto di vista motoristico furono  due scuderie italiane a tentare soluzioni all'avanguardia: la debuttante life presentò un motore 12 cilindri a tre bancate dalle dimensioni ridotte ma accusò sempre distacchi pesantissimi dal resto del gruppo e in alcuni casi non riuscì nemmeno a girare, abbandonando prima della fine della stagione senza aver mai superato le pre-qualifiche, anche con il passaggio al più convenzionale motore Judd. La Coloni concluse un accordo con la Subaru per montare sulla propria vettura un motore V12 a cilindri contrapposti sviluppato dalla Motori Moderni di Carlo Chiti, ma anche in questo caso il propulsore venne abbandonato nel corso della stagione con il passaggio al classico Ford Cosworth, senza riuscire mai ad entrare in griglia.

La stagione iniziò a Phoenix dove i sorprendenti Martini e De Cesaris sfruttarono le condizioni climatiche per guadagnare il secondo e terzo posto in griglia, poi la gara vide un duello epico tra Senna e Alesi, con la vittoria del Brasiliano che, dopo un terzo posto e un ritiro, vinse a Monaco e Montreal tentando l'allungo sulla Ferrari di Prost, che nella fase estiva si rivelò particolarmente competitiva riaprendo il discorso mondiale calando una tripletta in Messico, Francia e Inghilterra (al Paul Ricard fu inaspettato protagonista Capelli, che passò in testa arrendendosi solo nel finale per problemi al motore Judd della sua Leyton House).

Tra Hockenheim e Monza Senna ritornò prepotentemente al comando, poi all'Estoril scoppiò la polemica in casa Ferrari in quanto le rosse conquistarono la prima fila ma Mansell strinse Prost al via facendogli perdere terreno e permettendo al brasiliano della Mclaren di guadagnare altri due punti, anche se nel successivo appuntamento di Jerez il suo ritiro con vittoria rossa riaprì nuovamente i giochi in vista degli ultimi due appuntamenti, nei quali il grande assente fu Alessandro Nannini, gravemente infortunato per un incidente in elicottero che gli costò l'addio alla carriera in Formula 1.

A Suzuka avvenne la vendetta di Senna dopo i fatti del 1989: guadagnata l'ennesima pole position venne spostato sul lato sporco della pista, decisione accolta con grande disappunto del pilota che partì con leggero ritardo e giunse alla prima curva alle spalle di Prost tamponandolo e causando una collisione decisiva per l'assegnazione del mondiale (il secondo per lui), lasciando il via libera alle Benetton di Piquet e Moreno per un'iincredibile doppietta, successo ripetuto da Piquet nel gran premio conclusivo in Australia, il 500esimo Gp della storia della Formula 1.



VIDEO-SINTESI DELLA STAGIONE

Dalla collezione Mondocorse, la puntata "Ferrari alla riscossa", con ampia sintesi del mondiale 1990