CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1988

Finisce l'era del turbo
La Formula 1 partì da Jacarepagua con le nuove norme di equivalenza FISA fra i turbo e gli aspirati (riduzione della pressione di sovralimentazione a 2,5 bar e capacità dei serbatoi a 150 litri) che, contrariamente alle previsioni, non si rivelarono particolarmente efficaci: le vetture turbo inizialmente dominarono la scena.
Tra i nuovi team, con un convenzionale Cosworth, debuttò la Eurobrun, che riuscì a qualificarsi con entrambi i piloti. Oscar Larrauri, 26esimo in prova a 7.6 sec. da Senna, non riuscí a terminare nemmeno un giri causa un guaio elettrico, poi in stagione ottenne un 13esimo posto come migliore risultato, mentre Stefano Modena riuscì a classificarsi undicesimo all'Hungaroring.

L'ultima Formula 3000 in Formula 1
Nelle prequalifiche di Jacarepagua la Scuderia Italia schierò una vettura di F.3000, (come la March nel 1987): la nuova monoposto 188 F1 prodotta dalla Dallara non era ancora pronta e il team, per non incorrere in sanzioni economiche, si presentò con una Dallara 3087 di Formula 3000, dotata di un motore Cosworth DFV da 3000 cm³.
Com'era prevedibile, Alex Caffi non riuscì a superare le prequalifiche; fu l'ultima F3000 iscritta nel mondiale di Formula 1.

La Formula 1 saluta Detroit
Il circuito di Detroit, disegnato lungo le sponde dell'omonimo fiume nelle vicinanze del Renaissance Center, ​come molti circuiti cittadini ha una​​ sede stradale stretta delimitata da muretti e guard rai​l ​per una lunghezza totale di 4.023 metri.​ ​La Formula 1 ​vi ​ha corso tra il 1982 e 1984 (gran premio Usa Est) e tra il 1985 e il 1988 (gran premio degli Usa) prima che la competizione in terra americana ​​si spostasse a Phoenix.​ ​Nell'ultima edizione vinse Ayrton Senna (che già aveva trionfato nelle due precedenti) mentre il pilota della Tyrrell Julian Bailey terminò la gara anzitempo a causa di un testacoda; avendo completato la distanza necessaria fu comunque classificato nono per quello che restò il suo miglior piazzamento stagionale. L'anno seguente passò alla Lotus con cui ottenne l'unico punto in carriera, poi in virtù di tre mancate qualificazioni venne appiedato e si spostò alle competizioni a ruote coperte.​

Nuovi motoristi nel Circus
Fondata da John Judd e Jack Brabham al fine di produrre i motori per la Brabham, la Judd divenne poi la prima casa autorizzata per produzione e manutenzione del Cosworth DFV, espandendosi con successo in varie categorie. Con il ritorno agli aspirati la casa inglese si accordò con la March per la produzione di un motore F1 V8 da schierare nel 1988, scelto anche da Williams e Ligier. Quest'ultima lo montò sulla JS31, vettura progettata con posizione del motore molto avanzata, immediatamente dietro le spalle del pilota con il serbatoio di benzina diviso in due parti. Dopo un incoraggiante debutto a Rio, a Imola sia Arnoux che Johansson non si qualificarono (+ 8,5 sec dalla pole), preludio di una stagione fallimentare con nessun punto raccolto e numerose esclusioni.

Continua la scalata Benetton
Essendo quasi al termine il programma di  abbandono dei motori turbo, peraltro già penalizzati dal regolamento, la Benetton decise di passare ad un tradizionale Cosworth aspirato già dal 1988, risultando a fine anno la migliore dotata di tale propulsore. La progettazione venne affidata al tecnico Rory Byrne, che puntò sullo sviluppò aerodinamico per compensare la minore del potenza, montando tra l'altro il cambio tra motore e trasmissione per ripartire meglio il peso. La Benetton chiuse al terzo posto tra i costruttori grazie ai 12 punti di Nannini e ai ben 27 di Boutsen, con un totale di sette podi, tutti sul terzo gradino.

Doppietta Ferrari nel segno del Drake
Il 14 agosto del 1988 si spense Enzo Ferrari, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dei motori; meno di un mese più tardi si tenne il Gp d'Italia e uno striscione con la scritta "Berger e Alboreto, lassù il Drake vi guarda" sembrò quasi premonitore. In una stagione dove la Mclaren umiliò la concorrenza vincendo 15 gare su 16, dopo essere scattati dalla prima fila, Prost e Senna uscirono entrambi di scena: il primo tradito dal motore, il secondo da Schlesser (su Williams al posto di Mansell), che lo chiuse in fase di doppiaggio. Berger e Alboreto, sempre vicinissimi alle Mclaren, ne approfittarono per conquistare una straordinaria doppietta.


La prima opera di Ross Brawn...
Nel 1987 la Arrows schierò la A10, prima vettura disegnata da Ross Brawn, evoluta l'anno seguente nella versione B, spinta dal turbo Bmw marchiato Megatron, che fruttò il quarto posto tra i costruttori, miglior risultato nella storia del team. Tra i vari piazzamenti a punti, a Monza Cheever e Warwick stazionarono costantemente alle spalle di Mclaren (poi ritirate) e Ferrari, piazzandosi rispettivamente al terzo e quarto posto.


e la prima di Adrian Newey
La March 881 fu la prima opera Formula 1 interamente progettata da Adrian Newey: innovativa, particolarmente rigida, caratterizzata da una linea affusolata e tanto stretta che Ivan Capelli faticava ad entrare. Gli ottimi risultati confermarono la bontà della monoposto, in quanto il pilota italiano fu protagonista di una grandissima stagione conclusa al settimo posto con ben 17 punti e due podi all'attivo. Dopo aver duellato con Senna all'Estoril, Capelli a Suzuka restò per diversi giri negli scarichi del leader Prost cullando il sogno di una possibile vittoria, ma un guasto al motore Judd lo costrinse al ritiro.


Senna e Prost, il lungo duello sta per cominciare
Il Circus giunse a Suzuka e a Senna bastava una vittoria per aggiudicarsi il titolo con una gara d'anticipo, ma al via fece spegnere il motore scivolando nelle retrovie. Prost prese la testa e iniziò a duellare con la sorprendente March di Capelli mentre Senna recuperò dalla 14esima posizione portandosi presto a ridosso del rivale: al 28esimo giro avvenne il sorpasso decisivo, con la pioggia a sostenere la marcia del brasiliano, sempre a suo agio in condizioni di bagnato. Ayrton vinse con 13 secondi di distacco e conquistò il primo dei suoi tre titoli, il lungo duello era appena iniziato!
Dato statistico: in classifica finale Prost ottenne 11 punti in più ma dovette scartarne in numero maggiore rispetto al rivale brasiliano, che vinse il titolo con 90 punti validi contro 87.  Dal 1950 fino al 1990, con alcune variazioni di criterio, la classifica finale in F1 veniva ​infatti ​stilata secondo regola degli scarti, per la quale ciascun pilota poteva sommare solo un certo numero di piazzamenti, superato il quale era costretto a scartare i propri peggiori risultati. L'obiettivo era quello di premiare i piloti vincitori delle singole gare, penalizzando i "piazzati". ​Oltre al 1988, solo in un'altra occasione la regola fu decisiva: nel 1964 John Surtees ebbe la meglio su Graham Hill, il quale ottenne un punto in più ma dovette scartarne due, finendo al secondo posto.