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Campionato del mondo di Formula 1 - 1988

<1987 - 1989>


Il 1988 fu, come previsto, l’ultima annata in cui fu ammesso l’utilizzo di motori turbo, che già vennero parzialmente ridimensionati con la riduzione della pressione e della quantità di carburante, sempre sul fronte motori la Honda abbandonò la Williams, passando alla Mclaren orfana del Tag-Porsche, inoltre debuttò la Judd e la Ford presentò l’ultima evoluzione del tradizionale Cosworth

I team iscritti furono ben 18, portando il totale dei piloti a 31: non prese parte al campionato la Brabham ma debuttarono EuroBrun, Scuderia Italia e Rial, per questo motivo durante le libere del venerdi venne organizzata la sessione di prequalifiche, al termine della quale veniva escluso un pilota (il numero massimo per le qualifiche ufficiali è di 30)

La Mclaren, che affiancò a Prost la grande promessa Ayrton Senna, spaventò la concorrenza durante i test, confermandosi in Brasile dove il brasiliano (poi squalificato in gara) conquistò la pole, mentre Prost vinse la corsa. A Imola Senna si riscattò dominando in prova e gara (in qualifica il terzo classificato Piquet era ad oltre tre secondi) e pure a Montecarlo girò con un ritmo imprendibile per tutti, salvo poi sbattere al Portier regalando il successo al compagno di team, copione ripetuto in Messico dove conquistò l’ennesima pole ma venne sopravanzato in partenza da Prost che vinse così la terza gara stagionale.

In Canada e Stati Uniti il brasiliano si mostrò più concreto vincendo in entrambe le occasioni, con Prost bravo a contenere l’attacco con due secondi posti, mentre nel campionato “degli altri” ottennero piazzamenti costanti le due Ferrari, la Lotus di Piquet e la Benetton di Boutsen, a Detroit inoltre si fece notare De Cesaris che colse un insperato quarto posto per la debuttante Rial. Dopo 6 pole consecutive del rivale, davanti al proprio pubblico Prost conquistò la prima partenza al palo stagionale e vinse la gara con Senna secondo davanti ad Alboreto, nel giorno in cui venne ufficializzato il divorzio tra il milanese e la Ferrari a fine stagione.  Non si fece attendere la risposta del brasiliano che vinse a Silverstone (nell’occasione la pole venne conquistata a sorpresa da Berger) e ad Hockenheim, in entrambi i casi sul bagnato, ripetendosi poi all’Hungaroring dopo un duello con Prost e infine a Spa, portandosi in testa al mondiale con tre punti di vantaggio.

Il 14 agosto, nella pausa tra i gran premi di Ungheria e Belgio, morì Enzo Ferrari, fatto che ovviamente lasciò un vuoto incolmabile in tutto l’ambiente delle corse e non solo. Poche settimane dopo, proprio a Monza, si compì il miracolo: Senna partì in pole come d’abitudine e condusse indisturbato fino a due giri dalla fine (nel frattempo Prost si ritirò per un guasto meccanico, l’unico della stagione) quando in fase di doppiaggio entrò in collisione con Schlesser e lasciando via libera alla doppietta Ferrari con Berger e Alboreto, nel primo gran premio d’Italia senza il Drake. Prost riconquistò la testa del campionato sfruttando problemi di consumo sulla Mclaren del rivale, vincendo sia in Spagna che in Portogallo, in un Gp dove si mise in luce Ivan Capelli, terzo in prova e secondo in gara alla guida della March progettata da Adrian Newey.

In virtù della regola degli scarti (valevano solo i migliori 11 risultati) Prost non potè aumentare il vantaggio, avendo già ottenuto 5 vittorie e 6 secondi posti, per questo motivo Senna aveva la possibilità di vincere matematicamente il titolo vincendo nel successivo gran premio in Giappone, che si rivelò dunque decisivo. L’asso brasiliano conquistò ancora una volta la pole ma fece spegnere il motore in partenza, riuscendo a riavviarlo grazie alla discesa del rettilineo principale di Suzuka, iniziò quindi una furiosa rimonta per lanciarsi all’inseguimento del compagno francese, messo sotto pressione dal sempre più sorprendente Capelli. Al 28esimo giro Senna completò la rincorsa passando Prost e involandosi verso il successo, allungando fino a vincere il primo titolo mondiale. Prost vinse inutilmente ad Adelaide chiudendo il campionato a 105 punti contro i 94 del Brasiliano, terminando secondo per la regola degli scarti, la Mclaren ottenne ovviamente anche il titolo costruttori, al termine di un dominio da record con 15 vittorie su 16 e ben 199 punti, in vista del 1989, con l’ambizione di continuare a trionfare.

I VIDEO DELLA STAGIONE

Monaco: Senna stacca tutti ma finisce a muro


Spa: Settima magia di Ayrton



Trionfo Ferrari a Monza


Suzuka: Senna campione!