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Campionato del mondo di Formula 1 - 1984

<1983 - 1985>

Dopo la vittoria di Nelson Piquet al termine di un lungo duello con Prost e Arnoux nel 1983, divenne chiaro che per essere competitivi in Formula 1 era necessario un motore turbo, così le varie scuderie si dotarono di motori sovralimentati: la Williams aveva già utilizzato i motori Honda alla fine del 1983, così come la Mclaren con i Tag-Porsche, ma anche le scuderie escluse dalle lotte al vertice riuscirono a schierarsi con i turbo, esclusa la Tyrrell, che a suo tempo non accettò di portare in pista il motore Renault al debutto, nel 1984 l'unica a continuare con i Cosworth, 
Una grande novità fu l'introduzione del limite di consumo, situazione che generò caos e incertezza in alcune gare, soprattutto nel finale, oltre a favorire la Mclaren, grazie all'esperienza maturata dalla Porsche nel mondiale sport, dove le gare si correvano con una forma molto simile. Tra i piloti Prost si accasò alla Mclaren dopo la beffa subita l'anno precedente e la fuga dalla Renault, la Ferrari ingaggiò il promettente Michele Alboreto, inoltre debuttarono due giovani di grandi speranze, ovvero Stefan Bellof sulla Tyrrell e Ayrton Senna sulla Toleman.

Nelle prime quattro gare Lauda concluse un solo gran premio, questo permise a Prost di prendere il largo, tentando di riscattare il burrascoso finale di stagione precedente, mentre Alboreto a Zolder ottenne la sua prima vittoria con la Ferrari, con tanto di pole position, al termine di una bellissima gara. Il campionato è comunque senza storia e monopolizzato dalle potentissime McLaren Tag-Porsche, Lauda vinse in Francia, poi a Montecarlo fu di nuovo il turno di Prost, che ottenne una vittoria discussa facendo interrompere la gara nel momento in cui venne raggiunto da uno scatenato Senna che, partito da centro gruppo con la modesta Toleman, sotto il diluvio mostrò il meglio del proprio repertorio rimontando fino alla vetta, giungendo secondo.
Dopo le due vittorie di Piquet (a secco nelle prime sei gare) e il successo di Rosberg sul difficile tracciato di Dallas, le Mclaren ripresero il loro cammino: fino a quel momento Prost aveva 11,5 punti di vantaggio su Lauda, che iniziò a macinare una serie di risultati, vincendo in Inghilterra, Austria e Italia, ottenendo due utilissimi secondi posti in Germania e Olanda, chiudendo alle spalle del compagno di squadra, che ora, con due sole gare al termine del campionato, si ritrovò a -9,5 dal leader austriaco.

Prost vinse al Nurburgring e con Lauda solamente quarto rimase in gioco in vista del decisivo appuntamento dell'Estoril: Lauda in prova fu solo undicesimo e il francese, che dalla seconda piazza rubò subito la leadership al poleman Piquet, sembrava destinato ad una trionfale passerella, ma chi definiva Lauda solamente come un perfetto calcolatore si dovette ricredere, assistendo ad una rimonta incredibile in un circuito non certo facile per i sorpassi, aiutato nel finale dalla rottura del motore di Mansell, che lo traghettò al secondo posto, decisivo per assegnare il mondiale per solo mezzo punto, Lauda vinse il titolo, poi corse ancora una stagione e si ritirò definitivamente dalla Formula 1.
Da segnalare il terzo posto in campionato per Elio De Angelis, costantemente a punti e quattro volte a podio, oltre al quarto di Alboreto, mentre la stagione si rivelò deludente per la Brabham e fallimentare per Renault e soprattutto per l'ambiziosa Alfa Romeo, entrambe penalizzate da telai poco maneggevoli e motori deficitari riguardo la nuova regola dei consumi.

VIDEO DELLA STAGIONE

Alcune immagini del 1984


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Estoril: grande rimonta e terzo titolo per Lauda