CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1984

Bellof, Winkelhock e Gartner: i sogni spezzati di grandi promesse
Al debutto stagionale del 1984 sul circuito di Jacarepagua, tutti i team si schierarono con il motore Turbo ad l’eccezione della Tyrrell, ancora legata al vecchio Ford Cosworth: una vera e propria beffa per la scuderia del “boscaiolo”, che negli anni settanta non accettò la proposta della Renault di portare al debutto il proprio motore sovralimentato. Nell’occasione fece il suo debutto il promettente Bellof, testato anche dalla Mclaren ma “bloccato” dal suo sponsor Rothmans: 22esimo in prova a 8.2 sec. dalla pole di De Angelis, si ritirò dopo soli 11 giri, mentre poche settimane dopo strabiliò tutti a Montecarlo (oscurato in parte dalla prestazione incredibile di Senna) e per tutto l’anno si dimostrò veloce e costante, pur limitato da una vettura poco competitiva, poi squalificata per un’irregolarità di gestione del peso della vettura. Pilota dal radioso avvenire, Bellof correva contemporaneamente il mondiale endurance (vincendolo), dove trovò la morte l’anno successivo durante la 1000 Km di Spa.
Dopo alcuni anni difficili, nel 1983 l’Ats riuscì ad ottenere la fornitura dei turbo Bmw e l’anno seguente la potenza del motore fece emergere il talento di Winkelhock, anche se la cronica mancanza di affidabilità finì per vanificare il tutto, come ad esempio a Zolder, quando il tedesco fu costretto al ritiro mentre era in terza posizione. Il rapporto tra le parti si chiuse nel peggiore dei modi: Winkelhock lasciò il team e chiuse la stagione in Brabham, poi passò alla modesta Ram con cui corse fino a metà del 1985, quando perse tragicamente la vita durante la 1000 Km di Mosport valida per il mondiale Endurance, categoria nella quale correva con successo contemporaneamente alla F1.
Nonostante corse spesso con vetture obsolete, Jo Gartner si fece notare nelle formule minori, tanto da trovare uno sponsor che gli permise di correre parte del 1984 con l’Osella, scuderia con la quale centrò un quinto posto a Monza. Passato alle vetture sport, morì durante lo svolgimento della 24 ore di Le Mans del 1986.

La prima vittoria in Ferrari per Alboreto
Le ottime prestazioni e le due straordinarie vittorie con la Tyrrell scaturirono l'interesse di Enzo Ferrari e aprirono a Michele Alboreto le porte di Maranello. Dopo due gare prive di soddisfazioni, al terzo appuntamento di Zolder il pilota italiano colse la prima pole in carriera, affiancato in prima fila dal compagno di squadra Arnoux. Alboreto riuscì poi a confermarsi in gara, dove impose un ritmo molto elevato, vincendo agevolmente; Zolder a parte, nelle prime 11 gare il milanese ottenne solo altri due piazzamenti a punti, ma grazie ad un finale in crescendo riuscì a chiudere il mondiale al quarto posto.

Nel diluvio di Monaco brilla la stella di Ayrton
La giovane promessa Senna debuttò sulla modesta Toleman e nelle prime tre gare si fece notare ottennendo due piazzamenti a punti, poi a Montecarlo conquistò la settima fila ma già dai primi giri dimostrò di essere perfettamente a proprio agio sotto il diluvio che rendeva quasi proibitive le condizioni dell'asfalto. Dopo essersi portato nelle prime posizioni il brasiliano infilò Rosberg, Arnoux e Lauda, iniziando poi a girare oltre due secondi al giro più veloce del leader Prost, che al 29esimo giro iniziò ad agitare le braccia chiedendo la sospensione della corsa, decisione appoggiata dal direttore di gara Ickx, che al 32esimo giro decretò la fine dei giochi con punteggio dimezzato in quanto non era stato percorso il 75% della distanza prevista. Senna fu secondo e si rivelò definitivamente all'ambiente della F1, mentre Prost teoricamente pagò cara la scelta, visto che con la vittoria incamerò solo 4.5 punti (invece dei 6 previsti per il secondo a gara completa) e a fine anno perse il mondiale per mezzo punto.

A Dallas lo show di Mansell e l'impresa di Ghinzani
Oltre al Gp degli Stati Uniti Est disputato a Detroit, nel 1984 si tenne anche il Gp degli Usa, corso eccezionalmente a Dallas con non poche difficoltà, causa le precarie condizioni dell’asfalto e il caldo asfissiante, in aggiunta alle insidie già presenti in ogni tracciato cittadino. La gara fu comunque emozionante: dopo un tentativo di fuga delle Lotus e una serie di giri con quattro vetture in lotta per la prima posizione, Keke Rosberg riuscì ad allungare portando alla Honda la prima vittoria Turbo, seguito poi da un incredibile Arnoux, che partì ultimo e concluse secondo. Nigel Mansell, a lungo in testa e poi rallentato da problemi al cambio, nel finale fu protagonista di un gesto indimenticabile: rimasto a secco nel rettilineo finale, scese dall'auto per spingerla a piedi! Svenuto causa caldo e fatica, venne classificato sesto (Fabi e Winkelhock avevano tre giri di distacco) ed entrò definitivamente nella leggenda dei Gran Premi.
Da ricordare anche la piccola grande impresa di Ghinzani, che riuscì a portare l’Osella al quinto posto, ottenendo un risultato importantissimo per la sopravvivenza del team, che nella propria storia ottenne solo una altro piazzamento a punti con il quarto posto di Jarier a Imola nel 1982 (13 vetture al via), mentre il quinto di Gartner, sempre nel 1984, non fu conteggiato in quanto in quella stagione il team aveva iscritto una sola vettura.

Fabi alla Brabham: una poltrona per due
La prima stagione in F1 di Teo Fabi sulla modesta Toleman non portò risultati, così il pilota italiano si spostò in Usa, dove ottenne la pole alla 500 miglia, sei pole, sette podi e quattro vittorie, oltre al secondo posto in campionato e il titolo di Rookie of the year. Richiamato in Formula 1 dalla Brabham, fino a metà stagione Fabi corse in entrambe le categorie, lasciando saltuariamente il posto in F1 al fratello Corrado. La stagione fu comunque compromessa da continui problemi di affidabilità, con ben 8 ritiri in 12 gare e un terzo posto come migliore risultato.

Taxi!
Oltre al celebre svenimento di Mansell, il finale del Gp svoltosi a Dallas nel 1984 fu caratterizzato da numerosi colpi di scena. Prost sembrava prossimo alla vittoria, ma nelle battute finali urtò un muretto ritirandosi per la rottura di una sospensione, stesso guaio capitato ad Alboreto, poi a Lauda e infine alle due Arrows. La gara volse al termine con cinque vetture parcheggiate lungo la pista e la vittoria di Rosberg, mentre il suo compagno di squadra Laffite, quarto a due giri, offrì un passaggio ai due alfieri della Mclaren.

Terzo sigillo per Niki
L'attuale Campionato del mondo di F1 nacque effettivamente nel 1981, quando venne istituito il "FIA F1 World Championship" che mette in palio due titoli mondiali: il "Mondiale Piloti F1" e il "Mondiale Costruttori F1". Fino al 1980 si parlava di "World Championship for Drivers" in quanto in tutto il motorsport era l'unico Titolo Mondiale riservato ai Piloti e poteva essere assegnato anche tramite macchine diverse dalle F1 (nel 1952 e 1953 il Mondiale Piloti fu assegnato per mezzo di macchine di F2, e per 11 anni anche la Indy 500 concorreva al punteggio, nonostante i suoi regolamenti tecnici differenti). Nel 1984, al termine di appassionante duello con Prost, Niki Lauda si laureò campione per la terza volta, unico ad aver vinto sia il vecchio "Mondiale Conduttori", sia il nuovo "Mondiale F1 della FIA".
Al termine di un appassionante duello "in casa" con il compagno di squadra Prost, Lauda si trovò all'ultima gara con 3,5 punti di vantaggio: partito solamente 11esimo, all'Estoril fu autore di una storica rimonta fino al secondo posto, risultato sufficiente per laurearsi campione con mezzo punto di vantaggio.