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Campionato del mondo di Formula 1 - 1977



All'inizio del 1977 la Formula 1 si trovò in difficoltà causa il mancato accordo tra i costruttori e la WCR, che raggruppava gli organizzatori di molti gran premi, tanto che venne prospettata l'ipotesi di un campionato alternativo estraneo alla federazione internazionale e solo a dicembre il pericolo venne scongiurato con conferma dell'accordo e della stagione completa. Ad eccezione di Brabham e Ligier, spinte rispettivamente da motori Alfa Romeo e Matra, tutte le scuderie continuavano ad affidarsi al tradizionale Ford Cosworth DFV, ad eccezione della ormai decaduta Brm e della Ferrari, cui si aggiunse nel corso dell'anno la Renault, che a Silverstone fece debuttare una vettura dotata di motore Turbo, accolta tra lo scetticismo generale di un ambiente che presto avrebbe fatto i conti con questa nuova tecnologia, la Renault inoltre portò in pista le gomme Michelin, spezzando il monopolio Goodyear, inoltre nel Gp del Giappone presero il via le Dunlop (per la Tyrrell del team Meiritsu) e le Bridgestone, calzate sulla Kojima.
Walter Wolf, dopo aver acquisito il controllo della Frank Williams Racing Cars l'anno precedente, in cui aveva schierato delle vetture costruite dalla Hesketh, decise di costruire la monoposto in proprio ingaggiando Jody Scheckter, contemporaneamente vi fu anche l'esordio per la Williams Grand Prix Engineering, rifondata da Frank Williams, che utilizzava una March per Patrick Neve. La Ferrari ingaggiò definitivamente Carlos Reutemann, teorica prima guida vista una sorta di sfiducia del team nei confronti di Niki Lauda, generata dal ritiro volontario al Fuji l'anno precedente, sensazione che si dimostrò errata viste le prestazioni dell'austriaco; Clay Regazzoni si trovò improvvisamente senza un volante e, una volta sfumate le opzioni Mclaren e Brabham, ripiegò sulla modesta Ensign, mentre negli altri team non si verificarono particolari cambiamenti.
La Wolf vinse sorprendentemente al debutto in Argentina, mentre la Ferrari si dimostrò competitiva con la vittoria ad Interlagos di Reutemann, che si portò momentaneamente in testa al mondiale, poi a Kyalami vinse Niki Lauda (nel frattempo Hunt non era riuscito a far fruttare 3 pole position su 3 gare) prendendosi una piccola rivincita su chi lo considerava un pilota finito, in un gran premio funestato dalla tragedia di Tom Pryce: Nel corso del 22esimo giro la Shadow di Zorzi si fermò e dalla monoposto si levò una fumata bianca che spinse due commissari ad attraversare la pista per spegnere un principio d'incendio, nello stesso istante però arrivò l'altra Shadow di Tom Pryce, che non riuscì a evitare l'impatto con Frederik Jansen van Vuuren, commissario olandese diciannovenne. L'estintore di van Vuuren colpì in pieno volto Tom Pryce, che morì sul colpo e proseguì la sua macabra corsa finendo la propria corsa contro la Ligier di Laffite in staccata, mentre il corpo del commissario venne dilaniato dall'impatto con la Shadow.
Superato lo shock, la Formula 1 riprese la sua marcia con le vittorie di Andretti a Long Beach e Jarama e il successo a Montecarlo di Scheckter, che in quel momento guidava la classifica con ben 32 punti, seguito da Lauda con 25, Reutemann 23 e Andretti 22. Arrivò il momento di due outsider: A Zolder si impose Nilsson per l'unica volta in carriera, mentre in Svezia fu la volta di Jacques Laffite, fino a quel momento era fermo a quota zero, abilissimo nella gestione della gara e a sfruttare una sosta di Andretti a tre giri dalla fine per un rabbocco di benzina, l'americano vinse poi a Digione riportandosi ad un punto dalla vetta, con Scheckter afflitto da problemi di affidabilità e le due Ferrari incapaci di prendere il largo.
A Silverstone il numero di iscritti era tanto elevato da costringere gli organizzatori a predisporre un turno di pre-qualifiche (nell'occasione Purley riuscì a sopravvivere ad un terribile incidente con decelerazione da record), cui partecipò anche un certo Gilles Villeneuve, schierato dalla Mclaren e subito capace di attirare interesse intorno a sé grazie ad un ottimo week end di gara, nell'occasione debuttò anche la Renault spinta dal motore Turbo preparato in casa, la casa transalpina era attesa da un lungo apprendistato e gli altri team non considerarono l'opzione degna di interesse, in quanto il regolamento limitava i motori turbo a 1500cc massimi, contro i 3000cc degli aspirati. In gara si rivide James Hunt sul gradino più alto del podio, ma a quel punto Niki Lauda, secondo, prese il largo: fu poi primo ad Hockenheim, secondo a Zelweg (alle spalle di Alan Jones, al primo successo in carriera), primo a Zandvoort e di nuovo secondo a Monza. Reutemann dovette arrendersi a quello che avrebbe dovuto essere il suo scudiero mentre Scheckter e Andretti collezionarono troppi "zero" in quel periodo, a quel punto per l'austriaco, che aveva 27 e 28 punti di vantaggio sui rivali, la corsa di Watkins Glen fu una semplice formalità e gli bastò un quarto posto per vincere il secondo titolo, poi se ne andò sbattendo la porta, rifiutandosi di prendere parte alle prove a Montreal, dove la Ferrari aveva già iscritto Gilles Villeneuve, involontario protagonista di una tragedia in occasione dell'ultima gara in Giappone: al sesto giro era in lotta con Ronnie Peterson per la quattordicesima posizione, quando le due vetture si toccarono al termine del rettifilo. La vettura di Villeneuve salì sulla ruota posteriore di quella dello svedese, sì impennò e carambolò in una zona che avrebbe dovuto essere interdetta al pubblico, purtroppo però la zona non era sgombra e la conseguenza furono due morti (un commissario di gara che cercava di far spostare le persone in una zona più sicura e un fotografo) e una decina di feriti. Restò illeso invece, ma sotto shock, il pilota ferrarista. La gara proseguì con la vittoria di James Hunt, all'ultimo successo in carriera, proprio nella pista dove l'anno precedente celebrò il suo titolo mondiale.


SINTESI GRAN PREMI 1977
Osterreichring: prima vittoria per Alan Jones
Hockenheim: la rivincita di Lauda

VIDEO DELLA STAGIONE 1977
Osterreichring: interventi sulla vettura di Stuck
Test Ferrari: Ing.Forghieri con Reutemann e Lauda