CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1975

Pace profeta in Patria
Il tracciato di Interlagos originariamente era lungo quasi 8 km e si snodava tra lunghi rettilinei raccordati da velocissime curve per poi svilupparsi all’interno di sé stesso; negli anni ottanta venne abbandonato prima di subire un rinnovamento nelle strutture e nel disegno della pista, che divenne più lenta e più breve, rientrando definitivamente in calendario all’inizio degli anni novanta. Dal 1985 il circuito è intitolato a José Carlos Pace, che proprio ad Interlagos nel 1975 riuscì a vincere l’unico Gran Premio in carriera, precedendo di pochi secondi il connazionale Emerson Fittipaldi dopo che la sfortuna aveva ancora una volta fermato il velocissimo Jarier. Il brasiliano,all’epoca in forza alla Brabham, con cui colse anche una pole position e tre podi,  è tragicamente scomparso il 18 marzo 1977 in un incidente aereo presso Mairiporã, città dello stato di San Paolo.

Arriva la Fittipaldi
Dopo alcune esperienze da pilota, Wilson Fittipaldi si presentò al via del 1975 con un proprio team, grazie all'appoggio del colosso Copersucar e con grande entusiasmo del popolo brasiliano. Al primo appuntamento in Argentina Fittipaldi si qualificò ultimo a oltre dieci secondi dalla pole e fu costretto al ritiro dopo soli dodici giri; nemmeno le due successive evoluzioni della vettura portarono miglioramenti e il pilota decise di abbandonare a fine stagione lasciando il posto al fratello, già due volte campione del mondo. Purtroppo nemmeno l'ingaggio del più blasonato Emerson portò i risultati sperati e il team chiuse i battenti alla fine del 1982 con tre podi come migliore risultato. 

Brm, nobile decaduta
Nonostante l'accordo di sponsorizzazione con la Marlboro e l'utilizzo di piloti quali Lauda e Regazzoni, la Brm proseguì nella sua parabola discendente e alla fine del 1974 si ritirò cedendo tutto a Louis Stanley, che ribattezzò il team Stanley-Brm.
Venne ingaggiato l'inglese Mike Wilds, che nei primi due Gran Premi stagionali in Sud America partì in entrambi i casi dalla 22esima posizione senza giungere al traguardo. Rimpiazzato da Bob Evans, Wilds l'anno seguente tentò di partecipare al Gp di casa al volante di una Shadow ma non riuscì a qualificarsi, poi passò a Formula 2 e Formula Aurora, mentre nel 1995 è diventato campione di corse su vetture storiche. 
Evans colse il miglior risultato in F1 nel Gp del Beglio, terminando nono sul circuito di Zolder, che tornò ad o​spit​are​ il Gran Premio del Belgio​ ​dopo che nel​l'​anno precedente la gara era stata ospitata dal Circuito di Nivelles, nell'alternanza​ prevista​ tra le due strutture​; questa volta la pista si trovò in ottime condizion​i e v​enne aggiunta una chicane sul rettilineo delle tribune per rallentare la velocità delle vetture​. 

F1 sempre popolare in Sudafrica
Nel periodo di massima popolarità per la F1 in Sudafrica, il rhodesiano John Love, sei volte campione nazionale, disputò numerose edizioni del Gp di casa come privato e con il proprio team Gunston, che in alcune occasioni schierò anche altri piloti. L'ultima presenza del team risale al 1975, quando ad Eddie Keizan, già presente nei due anni precedenti, venne affiancato Guy Tunmer (unica presenza per lui): i due conclusero rispettivamente 13esimo e 11esimo utilizzando due Lotus 72D. 

Con Lauda parte la riscossa del Cavallino
A Monaco la corsa partì sotto la pioggia, situazione che favorì inconvenienti e incidenti, ma non per il pole-man Lauda, preciso e attento nel mantenere il comando. Negli ultimi giri la vettura dell'austriaco iniziò a soffrire per un calo di pressione dell'olio, ma il raggiungimento delle 2 ore di gara portò all'interruzione del Gp sancendo la prima vittoria stagionale per Lauda e la Ferrari, che non trionfava a Monaco da oltre 20 anni; l'entusiasmo ai box fu tale che Montezemolo si lanciò verso la pista e sferrò un pugno a Regazzoni che lo stava trattenendo. Con 5 vincitori diversi in 5 gare il campionato sembrava incerto, poi Lauda prese il largo conquistando il primo titolo mondiale. 

La “Montecarlo” spagnola
Il circuito cittadino di Montjuïc venne utilizzato fin dagli anni ’30 ma entrò nel calendario di Formula 1 solo a fine anni ’60, ospitando quattro edizioni del Gp di Spagna, l’ultima di questa nel 1975. Già il mercoledi precedente la gara scoppiarono le polemiche sulla sicurezza del circuito e i piloti membri della GPDA minacciarono di boicottare le prove, ma gli organizzatori annunciarono la possibilità di far sequestrare le vetture. Messi alle strette, i piloti decisero di scendere in pista, ma Emerson Fittipaldi effettuò solo i 3 giri previsti dal regolamento e si ritirò senza prendere parte al resto dell’evento. La Mclaren restò con il solo Mass ,che scattò dall’11esima piazza e fu bravissimo a salire fino al primo posto in una gara caotica, vincendo il suo unico Gran Premio, l’ultimo per un pilota tedesco prima dell’arrivo di Schumacher. La gara fu interrotta al 29esimo giro perchè Stommelen finì oltre le barriere causa un guasto rompendosi le gambe e causando la morte di 4 persone; dopo questa tragedia la Formula 1 non tornò mai più al Montjuic.
Il Gp di Spagna è anche noto perchè consegnò Lella Lombardi alla storia della Formula 1: in prova fu 24esima a 7 secondi da Lauda, poi in gara fu protagonista di una gara attenta e risalì fino al sesto posto quando la gara venne interrotta, per questo motivo Lella diventò l'unica donna ad aver marcato punti iridati in F1. 

La corsa dei campioni
Nei primi anni della propria storia la Formula 1 poteva contare su poche prove valide per il mondiale e numerose corse fuori campionato, spesso relative ad eventi o trofei prestigiosi: ad esempio nella prima edizione del 1950 le gare valide per la classifica erano solo sette, mentre quelle non valide per acquisire punti mondiali addirittura sedici. Con il passare del tempo la tendenza si è invertita e il campionato ha acquisito valore, ma per molti anni sono rimaste attive diverse prove, con al via piloti titolati ma anche da giovani promesse o debuttanti. Roelof Wunderink, che corse alcune gare nel 1975 con la Ensign, colse il miglior risultato in carriera proprio alla Race Of Champions, dove arrivò decimo, mentre nei gran premi iridati si qualificò in tre occasioni su sei ma non riuscì mai a classificarsi.

Rosso, verde, via!
Nel 1975 a Silverstone, in una gara folle, si sperimentò un sistema di partenza con semaforo al posto del tradizionale via libera dato con la bandiera nazionale. Le mutevoli condizioni climatiche portarono a numerosi ritiri per uscite di pista e la ricomparsa della pioggia nel corso del 55esimo giro creò il caos: visto il pericolo per i commissari, che non potevano intervenire in sicurezza per aiutare i piloti a uscire dalle vetture, la gara fu interrotta  con assegnazione della vittoria a Fittipaldi, che si era fermato anticipatamente per montare le gomme da bagnato. 
Tra gli iscritti al Gp anche un ingegnere con la passione per le 4 ruote, Dave Morgan, pilota che vide la sua carriera inizialmente compromessa in quanto ritenuto responsabile di un grave incidente avvenuto in Formula 3, fatto che lo costrinse ad un lungo stop. Rimessosi al volante, corse in svariate categorie riuscendo a trovare i fondi per acquistare una Surtees e correre il Gp d'Inghilterra, dove fu tra i tanti piloti costretti al ritiro nelle battute finali a causa di pioggia e grandine. 

La F1 al Ring sotto il muro dei 7 minuti

Nella seconda giornata di prova al Nurburgring Niki Lauda abbatté il muro dei 7 minuti sul giro del circuito, ottenendo 6'58"6, alla media di 196,383 km/h, affiancato in prima fila da Pace, mentre l'altra Brabham di Reutemann era più indietro in quinta fila. L'argentino fu autore di una grande gara e riuscì a tagliare primo il traguardo, risultato che gli valse il secondo posto in classifica generale; al secondo posto si piazzò Laffite, prima volta a punti per lui e prima volta sul podio per Frank Williams da quando schierava le proprie vetture.

Williams in affitto

La situazione economica di Frank Williams continuava ad essere complicata e il team venne iscritto con le FW02 e FW03 dell'anno precedente per i confermati Laffite e Merzario. Durante la stagione vi furono alcuni avvicendamenti ed oltre a Magee, che fece il suo debutto in Svezia, corsero per Williams anche Migault e Ian Scheckter; alcune vetture vennero anche affittate a Ian Ashley, Renzo Zorzi, Lella Lombardi e  Jo Vonlanthen, pilota già attivo in F2 con una March 742 che trovò gli appoggi necessari per tentare il salto di categoria e si accordò con Sir Frank assicurandosi il posto per il Gran Premio d'Austria e il successivo Gran Premio di Digione (fuori dal calendario ufficiale). Impreparato causa la mancanza di test, Vonlanthen fallì la qualificazione, ma il grave incidente occorso a Wilson Fittipaldi e quello mortale di Mark Donohue fecero sì che potesse essere ammesso alla gara, dove fu costretto al ritiro; stesso epilogo anche a Digione per la sua ultima apparizione in F1.

La macchina perfetta si rompe un attimo dopo il traguardo
Nel 1975, dopo aver trascorso alcuni giri in testa in Belgio e centrato la pole in Svezia, fermato in entrambi i casi da guasti meccanici, Vittorio Brambilla colse la sua prima vittoria in Austria, al termine di un gran premio svolto in condizioni estreme, che fecero emergere il suo talento rendendo meno decisivo il divario tra i mezzi in gara. La gara venne interrotta prima che fosse coperta almeno il 75% della distanza e per questo, in base al regolamento, gli venne assegnata la metà dei punti; sotto il traguardo Brambilla festeggiò alzando entrambe le braccia e perse il controllo della vettura distruggendo il musetto che per molti anni venne usato come “trofeo” nell’officina di famiglia a ricordo della sua unica vittoria.

Monza a rischio
A causa dell​'elevata​ velocità del circuito​ di Monza​ venne prospettata l'ipotesi per cui​ ​quella del 1975 potesse essere l'ultima presenza della Formula 1 sul circuito ​brianzolo, oppure che il Gran Premio si sarebbe potuto ​trasferire ​a Imola​ ​ma, ad eccezione del 1980, questo passaggio di consegne non avvenne. Nell'edizione che assegnò a Lauda il suo primo titolo, Tony Brise in prova sorprese tutti piazzando in terza fila la sua Hill, anche se in gara si ritirò già al secondo giro a causa della rottura di una sospensione provocata da una "toccata" di Scheckter. Confermato nel team grazie alle ottime prestazioni, perse la vita in un incidente aereo insieme al patron Graham​, ​​il team manager Ray Brimble,​ ​il progettista Andy Smallman​ e​ i meccanici Tony Alcock e Terry Richards​​.

Hunt porta la Hesketh sul trono
Dopo aver iniziato la propria avventura con una March privata, Lord Hesketh affidò al suo pupillo James Hunt una propria vettura, denominata 308, con cui il pilota nel 1974 vinse l'International Trophy a Silverstone (non valida per il mondiale). Con l'evoluzione B della monoposto il team visse la sua migliore stagione e Hunt chiuse il mondiale al quarto posto, ottenendo anche una straordinaria vittoria a Zandvoort al termine di un appassionante duello con Lauda, preludio del confronto che li avrebbe visti protagonisti l'anno seguente. Hesketh, privo di sponsor e appoggi nonostante i risultati incoraggianti delle prime stagioni, iniziò ad affittare alcune vetture a piloti privati, tra i quali lo svedese Torsten Palm, che dopo aver mancato la qualificazione a Monaco, marcò l'unica presenza nel Gp di casa, che non concluse causa esaurimento della benzina; fu comunque classificato decimo. 

Una poltrona per... quattro
Dopo un titolo conquistato nel 1972 e uno sfiorato l'anno successivo con la Lotus 72, nel 1974 il team presentò il modello 76 che non sortì gli effetti sperati, tanto che si tornò prestò alla 72, in pista anche per la stagione 1975. La vettura era ormai obsoleta e i due piloti Peterson e Ickx patirono a centro gruppo, con il secondo che chiuse addirittura il rapporto con la scuderia prima della fine della stagione. In sostituzione del belga vennero ingaggiati tre diversi piloti, ovvero John Watson, Brian Henton e Jim Crawford: quest'ultimo corse a Silverstone e a Monza, dove fu tredicesimo, gli unici gran premi in Formula 1 della propria carriera.