CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1973

Conflitto generazionale
Dopo una lunga carriera in Patria tra Indycar, Nascar e Can-An (di cui fu campione nel 1972) lo statunitense Follmer venne ingaggiato dalla Shadow e nel 1973 a 39 anni fece la sua prima apparizione in F1, debuttante più vecchio della categoria nell’epoca successiva agli anni cinquanta, quando era abituale correre ad età più avanzata. A Kyalami Follmer centrò subito la zona punti e nel successivo Gp di Spagna riuscì addirittura a salire sul podio, unici punti in quella che fu l’unica stagione in F1; successivamente tornò a dedicarsi con successo alle competizioni americane.

La F1 sudafricana
Tra gli anni ’60 e ’70 la F1 visse una crescente popolarità in Sudafrica, tanto che venne organizzato un campionato nazionale; in quel periodo furono numerosi i piloti che tentarono di correre nel mondiale, principalmente nel Gp di casa. Tra questi vi fu Jackie Pretorius, pilota che nel campionato sudafricano vinse due gare: tra il 1965 e il 1973 si iscrisse quattro volte per l’appuntamento di Kyalami ma non riuscì mai ad arrivare al traguardo. E’ scomparso nel 2009 dopo tre settimane di coma, ferito a morte durante una rapina presso la propria abitazione, unito in un tragico destino alla moglie, deceduta in circostanze simili alcuni anni prima.

Autoscout, settore F1
Fino agli anni settanta non era insolita l'iscrizione in alcune gare di privati o team minori con vetture di costruttori concorrenti. E' il caso della Surtees TS9, schierata dal team ufficiale nel 1971 e poi l'anno successivo con un'evoluzione "B": ormai obsoleta, fu utilizzata nel 1973 a Kyalami da De Adamich e a Interlagos da Pereira Bueno, che nell'ultima presenza nel mondiale scattò dalla ventesima piazza e chiuse dodicesimo a quattro giri dal vincitore.

Eravamo quattro amici al bar
Già attivo in F3 e F2, Mike Beuttler trovò l'appoggio di alcuni amici, facoltosi agenti di cambio, per debuttare in Formula 1 guidando una March a nome del team privato Clarke-Mordaunt-Guthrie Racing, con cui gareggiò per tutta la sua permanenza nella massima serie, ad eccezione del Gp del Canada 1971, quando fu schierato dal team ufficiale. In 29 gare non ha ottenuto punti e colse il miglior risultato in Spagna nel 1973, quando fu settimo al traguardo; è scomparso nel 1988 a soli 48 anni, stroncato dall'Aids.

Opel sbarca in F1
Rampollo dell'aristocratica dinastia che diede origine al noto marchio automobilistico, Von Opel iniziò a correre con lo pseudonimo di Antonio Branco per evitare l'ostracismo della sua famiglia contraria al suo impegno nelle corse. In Formula 3 corse per la Ensign e convinse Morris "Mo" Nunn a debuttare in Formula 1, categoria per cui venne preparato il modello N173, dotato di particolari carenature. La stagione non portò particolari soddisfazioni e il miglior piazzamento fu quello di Silverstone, dove Von Opel, su 29 partenti, partì dalla 21esima piazza e chiuse tredicesimo a sei giri da Peter Revson.

F1, per molti una "mission impossible"
Sono tanti i piloti che, seppur attivi e vincenti in varie categorie, in F1 non hanno avuto le occasioni che avrebbero meritato. Tra questi il neozelandese McRae, campione in Formula Tasman e nella F5000 americana (categorie dove un tempo correvano piloti di grande spessore, compresi protagonisti del mondiale di F1), dove partecipò prima come pilota e poi anche come costruttore. In Formula 1 corse solo il Gp d'Inghilterra del 1973 alla guida di una vettura di Frank Williams, ma si ritirò nel corso del primo giro per un problema all'acceleratore; nello stesso giro si ritirarono Purley per un guasto e altri nove piloti per una carambola sul rettilineo del traguardo

La tragedia di Williamson, l'eroismo di Purley
Al Gran premio d'Inghilterra del 1973 si registrò un numero incredibile di ritiri a inizio gara: McRae e Purley uscirono subito di scena, poi alla fine del primo giro Scheckter innescò una carambola che coinvolse ben 9 vetture. Tra i piloti costretti al ritiro c'era Roger Williamson, due volte campione di Formula 3 schierato dalla March per il Gp di casa. Lo sfortunato inglese perse la vita nel successivo Gp d'Olanda, uscito di pista causa un problema ad uno pneumatico e rimasto nella vettura in fiamme nonostante l'eroico tentativo di Purley di intervenire, tra l'incapacità e la disorganizzazione degli addetti.

Toy Story
Alla fine del 1972 Motul e Politoys abbandonarono Frank Williams, che riuscì a schierarsi al via della stagione 1973 grazie alla sponsorizzazione della Marlboro e della casa costruttrice Iso-Rivolta con la Politoys FX3 corretta rinominata ISO Marlboro FX3B-Ford, poi sostituita dal Gran Premio di Spagna dalla nuova ISO-Marlboro IR. Tra i vari piloti schierati durante la stagione, nove, il primo ad andare a punti fu l'olandese Van Lennep, che debuttò nel Gp di casa (dove l'anno precedente aveva corso con una Surtees) terminando sesto a due giri da Stewart.


Annata nera per la Rossa
La Scuderia Ferrari è l'unica presente in tutte le edizioni del mondiale di F1, assente solamente in 27 Gran Premi per diversi motivi, tra cui scioperi delle maestranze, assenze volontarie per gare onerose e inutili ai fini della classifica, o ancora per prese di posizioni "politiche". Nel 1973 il Cavallino era in forte crisi tecnica e di risultati e diede forfait per i Gp d'Olanda e Germania per permettere all'Ing.Forghieri di rivedere la vettura, affidata a Zeltweg al solo Merzario, settimo al traguardo. Il simpatico Arturo, che non ebbe mai a disposizione vetture competitive in F1, nel '73 visse comunque la sua miglior stagione nel Circus, grazie a due quarti posti e sei punti in classifica generale.


Guerra in casa Lotus
Grazie a tre vittorie e altri tre podi, dopo cinque gare Fittipaldi guidava il mondiale con 35 punti, mentre il suo compagno di squadra Peterson era fermo a quota zero. Da quel momento quest'ultimo colse 4 vittorie e punti a raffica mentre il brasiliano fu tormentato da varie disavventure e accusò Chapman di penalizzarlo; Il culmine fu raggiunto a Monza, quando Peterson vinse e non fece passare Fittipaldi, che necessitava di una vittoria per poter rimanere in lotta per il titolo. Stewart vinse facilmente il suo terzo e ultimo mondiale mentre Chapman riuscì a ottenere la vittoria tra i costruttori, a quel punto Fittipaldi, amareggiato per lo scarso appoggio della squadra dopo il titolo dell'anno precedente, prese la decisione di abbandonare la Lotus.


Arriva la Safey car
Oggi (purtroppo) di uso comune in F1, la SC fu utilizzata la prima volta nel 1973 a Mosport. La gara iniziò in condizioni umide poi, con il peggioramento delle condizioni, al 32esimo giro entrò una Porsche 914, che si posizionò erroneamente davanti a Ganley, permettendo a quelli davanti di accumulare un giro di vantaggio; tra gli altri ne approfittò il talentuoso Revson, che colse la sua seconda e ultima vittoria in Formula 1. Il pilota della safety car, Eppie Wietzes, si iscrisse al Gp l’anno seguente affittando una Brabham ribattezzata a nome del “Team Canada F1” con livrea patriottarda, scelta insolita in un’era dove gli sponsor erano ormai protagonisti sulle vetture.


Le prime avventure di Lauda in F1
Nel gran premio tristemente ricordato per la scomparsa di Francois Cevert durante lo svolgimento delle prove, Niki Lauda terminò con un ritiro la sua stagione in Brm, dopo aver ottenuto un quinto posto come miglior risultato, mostrando doti di eccellente collaudatore che valsero l'attenzione del compagno di squadra Regazzoni, il quale, destinato al rientro in Ferrari, caldeggiò l'arrivo del giovane austriaco a Maranello, poi protagonista di un indimenticabile ciclo vincente in Ferrari.


Stewart e Cevert: una bella storia senza lieto fine
Ken Tyrrell iniziò la propria carriera di costruttore numerando con un progressivo il numero di telai costruiti, poi, alla fine del 1972, Francois Cevert portò al debuttò la prima Tyrrell prodotta in un unico esemplare: la 006, che dopo le prime gare del 1973 fu utilizzata anche da Stewart, il quale vinse subito a Kyalami (partì 16esimo) avviandosi verso il terzo titolo, sostenuto dal proprio amico e compagno di squadra. Durante le prove dell'ultima gara stagionale Cevert perse la vita in un tragico incidente e Stewart decise di non scendere in pista per quello che sarebbe stato il suo 100esimo Gp, ritirandosi definitivamente dalla Formula 1.