CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1972

Carlos, buona la prima
“Lole” era considerato come il più promettente pilota argentino e i suoi successi nelle formule minori gli consentirono di essere scelto dall’Automobile Club, che lo sponsorizzò per una stagione in Formula 1 con la Brabham. L’esordio avvenne nel Gp di casa, a Buenos Aires, e Reutemann rispose alla fiducia concessagli cogliendo incredibilmente la pole position, mentre in gara dovette accontentarsi del settimo posto. Oltre a Nino Farina, poleman del primo Gp della storia, e i due americani Faulkner e Nalon, che si limitarono a disputare la 500 miglia (allora in calendario), gli unici oltre a Reutemann a partire in pole al debutto sono stati Mario Andretti nel 1968 e Jacques Villeneuve nel 1996.

Hulme, bandiera Mclaren
Una volta conquistato il titolo mondiale con la Brabham, Denny Hulme legò la propria carriera alla Mclaren, team all'epoca ancora giovane, di cui il neozelandese fu il primo pilota ufficiale oltre al fondatore Bruce, che perse la vita nel 1970 durante i collaudi di una vettura Can-An. In una fase difficile per la sopravvivenza stessa della Mclaren, Hulme continò la propria avventura fino a fine carriera, ottenendo sempre risultati di alto profilo e concludendo il mondiale al terzo posto nel 1972, grazie a una vittoria (Kyalami) e sette podi.

Monaco a rischio
Per l'annuale gran premio di Formula 1 a Montecarlo gli organizzatori dovettero adempiere ad alcune modifiche imposte per la permanenza in calendario, tra cui lo spostamento dei box che scaturì polemiche per la pericolosità dell'uscita, situazione resa ancora più tesa dalla lite tra automobile club, costruttori e piloti circa il numero massimo di piloti ammessi. Superata la fase diplomatica, la gara iniziò sul bagnato e il francese Beltoise, partito dalla quarta piazza alla guida della Brm. prese subito il comando per non lasciarlo più, andando a vincere il suo unico gran premio in Formula 1, proprio nel circuito dove cinque anni prima mancò la qualificazione alla gara, anche in questo caso per l'unica volta in carriera. 

Il sogno di una “piccola Ferrari”
All’inizio degli anni sessanta i fratelli Pederzani avviarono la Tecno, team che colse grandi successi nelle formule minori, tentando poi il passaggio alla massima serie grazie all’appoggio della Martini Racing, con il modello PA123 e un motore 12 cilindri di propria progettazione, scelta “in proprio” sulla via tracciata dalla Ferrari. Alla guida si alternarono con poca fortuna Derek Bell e Nanni Galli, con quest’ultimo in grado di qualificarsi in tutte e quattro le occasioni, anche se non riuscì mai a vedere la bandiera a scacchi. Nello stesso anno il pilota italiano ha avuto anche la possibilità di correre con la Ferrari il Gran Premio di Francia, classificandosi tredicesimo a un giro dal vincitore, senza sfigurare nei confronti dell’occasionale compagno di squadra Ickx. Nel 1973 la Tecno segnò il primo punto con Chris Amon, nacquero però dissidi tra il team e la Martini (che fece progettare una differente vettura in Inghilterra), situazione che portò allo stop dei finanziamenti e al ritiro del team.

Clermont Ferrand, tra arte e pericolo
Il circuito di Clermont Ferrand venne spesso accomunato al Nurburgring in virtù di 51 curve su una lunghezza di oltre 8km con costanti cambi di pendenza. Il tracciato francese acquistò progressivamente notorietà fino ad arrivare all'organizzazione di cinque edizioni del Gp di Francia di F1, l'ultima di queste (1972) vinta da Stewart, tornato al volante in seguito ad uno stop dovuto a problemi di salute (quell'anno patì ulcera e mononucleosi). L'abitudine dei piloti a tagliare le curve provocò diverse forature dovute al passaggio delle ruote su tratti non asfaltati pieni di pietre; il caso più grave fu quello di Helmut Marko, colpito da un sasso scagliato dalla vettura di Fittipaldi che lo colpì causandogli seri problemi a un occhio (nella sua bio Ronnie Peterson si autoaccusò dell'accaduto). Nell'occasione Marko riuscì miracolosamente a tenere aperto l'altro occhio e fermare l'auto prima di perdere i sensi, anche se i soccorsi non riuscirono ad evitare le conseguenze che lo costrinsero allo stop. La vicenda contribuí ad un lavoro più efficiente sulle visiere mentre il Circus decise di abbandonare Clermont Ferrand trasferendosi successivamente a Digione, Le Castellet e, infine, a Magny Cours.

La prima Williams
Prima di scrivere pagine importanti nella storia della Formula 1, Frank Williams fondò nel 1966 la Frank Williams Racing Cars, iniziando a gareggiare in F2 e F3, poi nel 1969 passò alla Formula 1 acquistando un vecchio modello della Brabham, affidato a Courage, che ottenne addirittura due secondi posti. Williams avviò una collaborazione con la De Tomaso, subito interrotta dopo la scomparsa di Courage, ripiegando quindi sui telai March e scegliendo come nuovo pilota Henri Pescarolo, forte di una consistente reputazione nelle ruote coperte e utilizzato in passato dalla Matra. Nel 1972 la Williams costruì la prima vera propria vettura, la Politoys FX3 progettata da Len Bailey e distrutta nella gara d’esordio a Brands Hatch in seguito ad uno spettacolare incidente avvenuto nel corso del settimo giro, fortunatamente senza conseguenze per il pilota.


A Brands Hatch il debutto di Arturio
I primi successi nel mondo delle corse aprirono le porte della Ferrari a Merzario che, dopo alcune importanti vittorie quali la Targa Florio e la 1000 Km di Spa, venne schierato nel mondiale di F1 a Brands Hatch, dove colse subito il primo punto. In un periodo "nero" per le rosse, corse ancora una gara nel 1972 e quasi tutta la stagione seguente ottenendo due quarti posti come migliore risultato poi, dopo alcune esperienze in scuderie di secondo piano, distinguendosi tra l'altro per aver salvato la vita a Lauda, tentò senza successo l'avventura di costruttore. Abbandonata la Formula 1 alla fine del 1979, ha proseguito una lunghissima carriera ricca di successi, che è continuata fino ai giorni nostri. 


Sul Ring l'ultima vittoria di Ickx
Il Gp di Germania entrò in calendario dal 1951 e salvo un paio di assenze e una corsa all'Avus, la sede tradizionale divenne il Nurburgring, più precisamente nel tratto della Nordschleife, oltre 20 Km tra cambi di pendenza, curve da brivido e suggestivi quanto pericolosi passaggi nel bosco. La F1 si spostò momentaneamente ad Hockenheim nel 1970 per permettere al Ring l'allargamento della carreggiata, l'installazione dei guard rail e l'addolcimento dei dossi, in seguito alla battaglia di Stewart e altri piloti che invocarono maggiore sicurezza. Nell'edizione del 1972 Jacky Ickx, al volante della Ferrari, partì dalla pole position e vinse il suo ultimo Gran Premio, arrivando al traguardo con 48 secondi sul compagno di squadra Regazzoni, per l'unica doppietta stagionale delle Rosse di Maranello. 


Eravamo quattro amici al bar
Peter Connew lavorava come progettista per la Surtees, ma dopo alcuni dissidi con il fondatore John lasciò l’incarico, motivato a costruire una Formula 1 in proprio. Progettata insieme ad un amico e al cugino, la PC1 venne ultimata in 18 mesi, anche se il debutto venne rimandato prima per un cambio regolamentare e poi per un difetto di produzione. L’unica prova iridata disputata fu il Gp d’Austria del 1972 con al volante Francois Migault (che fornì anche un camion al team), chiusa dopo 22 giri per la rottura di una sospensione. Dopo due tentativi vani in prove fuori campionato, la vettura fu iscritta in F.5000, ma a causa di un incidente di Trimmer fu giudicata irreparabile e l’avventura della Connew terminò definitivamente.


Il primo titolo di Fittipaldi "in incognito"
La Lotus temeva problemi legali sul territorio italiano in seguito all'incidente mortale di Jochen Rindt di due anni prima, motivo per cui schierò la vettura di Emerson Fittipaldi come "World Wide Racing" e non come team ufficiale,​ come fatto già l'anno precedente. In un circuito rinnovato con l'inserimento di due chicane nel tentativo di rallentare le vetture in nome della sicurezza, il pilota brasiliano partì dalla terza fila (in pole si trovò per l'ultima volta Ickx)​ e vinse con autorità, conquistando il suo primo titolo mondiale, quinto per la Lotus. 


Un “cappotto” per Dave Walker
Pilota australiano con alle spalle una lunga serie di successi in F3, Walker detiene un particolare primato in Formula 1: è l’unico pilota a non aver ottenuto punti in un campionato del mondo nel quale il compagno di team ha vinto il titolo. Dopo aver corso un solo gran premio nel 1971, venne assunto in pianta stabile come secondo di Emerson Fittipaldi, che vinse cinque gare e il mondiale con un totale di 61 punti, mentre Walker ottenne un nono posto come miglior piazzamento. Champan lo appiedò accusandolo per le scarse prestazioni, mentre Walker ha sempre dichiarato di aver ricevuto dotazioni scadenti rispetto a Fittipaldi.


Brm, inizio di un lungo declino
La Brm nel 1971 visse l'ultima stagione ad alti livelli, con due vittorie e il secondo posto tra i costruttori, anche se durante la stagione persero la vita Rodriguez e Siffert. Dall'anno seguente, nonostante l'accordo con la Marlboro, iniziò l'inesorabile declino e, a parte la vittoria di Beltoise, a Monaco arrivarono pochi piazzamenti tra i ben nove piloti schierati; tra questi Bill Brack, canadese che prese parte per la terza ed ultima volta ad una gara di F1 (sempre nel Gp di casa) ritirandosi a causa di un'uscita di strada.