CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1971

Buona la prima per Andretti e Ferrari
Già attivo da tempo con grande successo nelle competizioni americane e di durata, Mario Andretti sbarcò in F1 alla fine degli anni sessanta disputando alcune gare con la Lotus. Passato in Ferrari, debuttò in rosso con una straordinaria vittoria a Kyalami, poi proseguì la sua avventura nel circus saltuariamente, alternandosi alle competizioni statunitensi, prima di tornare definitivamente con la Lotus, che gli offrì la possibilità di conquistare il titolo mondiale nel 1978. 

Tyrrell e Stewart, sodalizio vincente
Dopo la chiusura del proficuo rapporto con la Matra, Ken Tyrrell proseguì con telai March ma, deluso dalle vetture, avviò il primo vero progetto di una vettura in proprio. La Tyrrell 001 debuttò ad Oulton Park in una gara fuori campionato, poi per la stagione seguente il tecnico Gardner ridisegnò alcune sezioni della vettura, alterando l'airbox, rimodellando la sezione del naso, allungando il passo e restringendo la scocca, ottenendo la 002 per Cevert e la 003 per Stewart, che al Montjuich ottenne la prima di 6 vittorie che gli consentirono di dominare e vincere il secondo titolo mondiale; lo scozzese concesse il bis due anni più tardi con l'evoluzione denominata 005.

L'ora del Té per Peterson
Dopo una prima stagione senza acuti, nel 1971 la March mise in pista la 711 progettata da Frank Costin, caratterizzata da una linea ovoidale e un particolare alettone anteriore rialzato che portò alla vettura il soprannome di "vassoio del tè", spinta dal V8 Cosworth e in alcuni casi dal V8 Alfa Romeo. Il team ufficiale puntò sul giovane Ronnie Peterson che confermò le proprie immense doti con numerosi piazzamenti, tra cui cinque podi, che gli valsero il secondo posto nel mondiale alle spalle dell'imprendibile Stewart. Nello stesso anno lo svedese partecipò anche al campionato europeo di Formula 2 vincendolo con 5 vittorie su 11 gare, sempre alla guida di una March

Poca fortuna in F1 per Soler-Roig
Non sempre gli ottimi risultati in altre categorie hanno portato fortuna ai piloti impegnati nel mondiale: è il caso di Alex Soler-Roig, che in carriera ha vinto il campionato spagnolo turismo oltre a prestigiose gare di durata Spa, Paul Ricard, Zandvoort, Jarama e Montjuich. Attivo in F1 tra il 1970 e il 1972 con Lotus, March e Brm, lo spagnolo è riuscito a qualificarsi 6 volte su 10 tentativi, senza mai arrivare al traguardo.

Periodo di luci e ombre per Maranello
La Ferrari riponeva molta fiducia nella stagione in arrivo, forte dei risultati del 1970: confermati Ickx e Regazzoni, in alcuni Gp affiancati da Mario Andretti, il campionato iniziò con la Ferrari 312 B dell'anno precedente, presto sostituita dall'evoluzione B2, dimostratasi subito molto veloce. Ickx iniziò con due pole, un Gpv e una vittoria, ottenuta sotto il diluvio a Zandvoort, per un totale di tre podi e 19 punti che lo accreditarono come il più temibile rivale di Stewart. Purtroppo la nuova vettura si dimostrò tanto veloce quanto inaffidabile e nel resto della stagione il belga non colse altri punti, collezionando ritiri e delusioni a fronte di ottime prestazioni, situazione poi ripetute nelle due successive stagioni, le ultime per "Pierino il terribile" con la Ferrari.

Lunga gavetta per Sir Frank
Prima di ottenere l'appoggio di importanti sponsor arabi, Frank Williams lottò come un leone in regime di ristrettezza economica pur di mantenere il proprio team nell'olimpo dei gran premi. Sir Frank non disdegnò tra l'altro l'utilizzo di piloti dotati di valigia o sponsor, tra questi Max Jean (già attivo nelle formule minori), il quale era riuscito ad accordarsi con la Motul coinvolgendo Williams, che diede al francese l'occasione di disputare alcune gare di F2 e il Gp di Francia 1971, valido per il mondiale di F1, dove Jean non fu classificato, non avendo percorso la distanza minima causa noie al cambio.

A Monza una gara da record
A Monza, in una gara dal ritmo infernale (media di 242,615 kmh), lottarono per la vittoria cinque piloti che fino a quel momento non erano mai saliti sul gradino più alto del podio. Riuscì a spuntarla Peter Gethin superando Peterson all'ultima curva e vincendo con il minimo distacco mai registrato tra primo e secondo, ovvero 1 centesimo di secondo. Vicinissimi anche gli altri, con Cevert a 9 centesimi, Hailwood a 18 centesimi e Ganley a 6 decimi. Sempre a Monza Gethin conquistò l'anno seguente l'ultimo punto in Formula 1, poi si ritirò, dopo alcune apparizioni sporadiche; è scomparso nel 2011 a 71 dopo lunga malattia.

Triste addio a "Seppi" Siffert
La carriera di Siffert iniziò negli anni cinquanta con le due ruote, prima del passaggio all'automobilismo, dove si cimentò con successo in diverse categorie, tra cui va segnalata una vittoria storica alla Targa Florio del 1970. In F1 il pilota svizzero proseguì con risultati in crescendo, cogliendo tra l'altro una vittoria iridata e due al Gp del Mediterraneo di Enna, non valida per il campionato del mondo. 
Prima di legarsi a Rob Walker, Jo Siffert aveva colto i primi risultati in Formula 1 come privato nelle stagioni 1963/64 e sette anni più tardi il team di Siffert si presentò di nuovo al via di un gran premio iridato, questa volta schierando una March per un altro pilota, ovvero Francois Mazet, campione francese di Formula 3 che già aveva disputato alcune gare in F2 per il team svizzero. Nella sua unica apparizione Mazet fece segnare l'ultimo tempo in prova a 9.8 secondi dalla pole e chiuse la gara 13esimo a 5 giri da Stewart. Come pilota, dopo una stagione da dimenticare in March, nel 1971 Siffert passò alla Brm con cui vinse a Zeltweg nel Gp che assegnò matematicamente il titolo a Stewart. A fine campionato, per festeggiare il titolo dello scozzese, venne organizzata una gara a Brands Hatch, dove Siffert fu vittima di un incidente fatale, a causa di un guasto ad una sospensione.

La prima bandiera rossa in F1
Grazie ai buoni risultati in CanAm e ChampCar Donohue ebbe l'occasione di debuttare in Formula 1, con una Mclaren gestita dal team Penske, sul circuito di Mosport: lo statunitense partì ottavo e centrò un incredibile terzo posto, nella prima gara della storia interrotta (causa pioggia intensa) con bandiera rossa. Iscritto anche al successivo Gp, quello di casa, non potè partecipare in quanto impegnato (al pari di Andretti) in una gara Usac precedentemente interrotta per pioggia e inspiegabilmente rimandata nello stesso fine settimana della gara di Watkins Glen, con grande disappunto del pubblico americano, accorso in massa e desideroso di vedere all'opera i propri beniamini.

La grande gioia di Cevert
A Watkins Glen, prova conclusiva del campionato, Jackie Stewart, già matematicamente campione, conquistò la pole position davanti a un folto gruppo di partecipanti. Il pole-man della gara patì presto problemi agli pneumatici e il suo fedele amico e scudiero Cevert, ora libero di battagliare, prese la testa della corsa, continuando ad allungare sui rivali e vincendo agevolmente con oltre quaranta secondi di vantaggio su Siffert e Peterson. Quella di Watkins Glen fu l'unica vittoria di Cevert, che due anni più tardi, già designato per raccogliere l'eredità di Stewart, perse tragicamente la vita sullo stesso circuito durante lo svolgimento delle prove.

Dalle corse al piccolo schermo
Il presentatore Tv di Speed Channel Alain De Cadenet si cimentò anche come pilota e durante una competizione per vetture sport conobbe Chris Craft, cui preparò una Brabham per disputare le ultime gare del campionato 1971. A Montreal la vettura non partì causa un problema al motore, mentre a Watkins Glen la corsa di Craft durò trenta giri prima della resa per la rottura di una sospensione. Tornato alle vetture sport, il pilota britannico ottenne come miglior risultato un terzo posto a Le Mans, sempre in coppia con De Cadenet. 

Il marchio Volkswagen F1
Dopo alcune gare disputate alla fine degli anni cinquanta, l'imprenditore Pete Lovely si iscrisse dieci anni dopo ad alcuni Gran Premi con una Lotus privata con il marchio "Pete Lovely Volkswagen Inc." in quanto aveva avviato negli Usa un concessionario della casa tedesca che avrebbe avuto una lunga vita commerciale. Nel 1971 Lovely partecipò ai Gp di Usa e Canada con la Lotus 69, auto costruita intorno a telaio monoscocca, progettata da Chapman e Baldwin e utilizzata in molte categorie; nell'occasione venne adattata la vettura di F2 ai regolamenti di F1 ma non arrivarono i risultati sperati: in entrambi i casi, infatti, Lovely non venne classificato non avendo percorso una distanza sufficiente.

Tentativo di rilancio per la Brm
Dopo alcune stagioni deludenti, Sir Owen tentò di rilanciare la Brm stringendo un accordo con la Yardley e ingaggiando il progettista Tony Southgate, che mise in pista la P153, vettura dotata di telaio monoscocca di nuova concezione spinta da un motore V12 di 440 cv gestito da cambio a 5 marce. Dopo i buoni risultati del 1970, l'anno seguente la Brm concluse il mondiale al secondo posto schierando ben 9 piloti nel corso del campionato, tra i quali John Cannon, che a Watkins Glen corse la sua unica gara in F1 terminandola in 14esima posizione.