CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1969

La tripla corona di Hill
Vi è stato un unico pilota in grado di conquistare la "Tripla Corona" dell'automobilismo, tra l'altro in entrambe le definizioni che ne vengono date (vittoria alla 500 miglia di Indianapolis, alla 24 Ore di Le Mans e al GP di Monaco, oppure alla 500 Miglia di Indianapolis, alla 24 Ore di Le Mans e nel Campionato mondiale di Formula 1). Stiamo parlando di Graham Hill, che nel 1969 vinse l'ultimo Gp di F1 in carriera a Montecarlo, conquistando il quinto successo nel principato, record battuto solamente da Ayrton Senna, che nel 1993 arrivò a quota sei.

Addio alla Cooper
Fondata da Charles Cooper e dal figlio John, la Cooper Car Company è stata protagonista per alcuni anni in F1 con 17 vittorie, due titoli piloti (J.Brabham) e due costruttori, pur potendo contare su una struttura ridotta (ad esempio a Monaco nel 1962 il team vinse il Gp presentandosi con due vetture e due soli meccanici). Dopo aver imboccato un periodo di declino, il 18 maggio 1969 sul circuito di Monaco, la Cooper (con motore Maserati) si presentò per l'ultima volta, con Vic Elford al volante: 7º posto in gara a 2 giri dal vincitore Graham Hill dopo essere partito in 16esima posizione.

Courage, dal sogno alla tragedia
Dopo gli incidenti del Gran Premio di Spagna, a Montecarlo la Federazione decise di bandire gli alettoni, che vennero poi inseriti nuovamente, ma con limitazioni e nuove regole, dalla corsa successiva. Tra le vie del principato Graham Hill vinse per l'ultima volta in carriera, mentre al secondo posto, per la prima volta sul podio, si classificò Piers Courage. Il pilota inglese in quella stagione colse i migliori risultati (vinse anche il Gp di Enna non valido per il mondiale) e guadagnò sul campo un'offerta della Ferrari che rifiutò per rimanere con Frank Williams al fine di sviluppare una nuova vettura De Tomaso che sognava si portare al vertice; trovò purtroppo la morte durante lo svolgimento del Gp d'Olanda 1970 e da quel momento l'evoluzione della De Tomaso venne interrotta.

Formula 1 - 4WD
Nel 1969 la Mclaren tentò di percorrere la strada delle 4 ruote motrici già intrapresa da alcuni team con lo scopo di ottimizzare la potenza dei motori 3.0 introdotti tre anni prima. Venne progettata la M9A, con cambio verso l'abitacolo e albero di trasmissione a sinistra e collegato alle ruote anteriori: Bruce Mclaren testò la vettura e non fu soddisfatto, ma decise di schierarla ugualmente a Silverstone affidandola al talentuoso Derek Bell, che si qualificò 15esimo e davanti alle altre 4WD, ovvero la Lotus 63 e la Matra MS84. La corsa della M9A durò solo 5 giri causa problemi ad una sospensione, poi il modello venne ritirato e la Mclaren investì maggiori risorse su studi aerodinamici.
Anche la Lotus tentò la stessa strada: dopo la scomparsa di Clark e la vittoria del titolo con Hill, nel 1969 il coraggioso Colin Chapman propose il modello sperimentale "63" a 4 ruote motrici, che sia Rindt che Hill rifiutarono di guidare considerandolo troppo pericoloso. La vettura, affidata a John Miles, si dimostrò complessa e non competitiva, tanto che l'unico piazzamento fu quello di Silverstone, quando il pilota inglese concluse decimo a nove giri dal vincitore. Confermato per l'anno seguente seppure con una paga a gettone e senza rimborsi, Miles si ritirò dopo la scomparsa di Rindt a Monza, troppo sconvolto per l'accaduto.

F2 Vs. F1
Il Gp di Germania, che prevedeva di contorno anche sfilate, concerti ed esibizioni di aerei e auto d'epoca, vide nel 1969 l'assenza della Ferrari, che disertò per preparare al meglio il Gp d'Italia. Tra i 26 iscritti ben 12 erano al volante di vetture di F2, invitate per rimpolpare la griglia, tra questi Peter Westbury, nono al traguardo nella sua unica presenza (l'anno successivo ebbe l'occasione di iscriversi con una Brm F1 negli Usa ma non riuscì a qualificarsi). La tragica scomparsa di Mitter durante le prove portò all'abbandono di Hermann e delle altre due Bmw di Hahne e Quester, mentre la gara su vinta da Ickx su Brabham.

Rindt, scommessa vinta
La Lotus campione in carica visse una stagione sfortunata e il potenziale della 49B venne ridimensionato da problemi di affidabilità e infortuni. All'esperto Graham Hill venne affiancato il velocissimo Rindt, il quale fu vittima di un grave incidente al GP di Spagna dove si ruppe la mascella e subì una commozione cerebrale. Ristabilitosi, conquistò il suo primo successo in F1 sul circuito di Watkins Glen, dove il suo compagno di scuderia si fratturò le gambe causa un terribile incidente. Il noto giornalista Denis Jenkinson disse che secondo lui Rindt era veloce ma senza testa, tanto che se avesse vinto una gara per scommessa si sarebbe tagliato la sua iconica barba; in seguito al successo dell'austriaco mantenne la promessa.

Al Pease e il limite di velocità
Considerato uno dei piloti canadesi più vincenti negli anni '50 e '60, a quasi cinquant'anni Al Pease provò a cimentarsi in Formula 1, iscrivendosi ad alcune edizioni del Gp del Canada al volante di una Eagle. Dopo un'infelice debutto nel 1967 (non venne classificato avendo terminato la gara a ben 42 giri dal vincitore) e un forfait per problemi tecnici, nel 1969 stabilì un particolare primato: al 22esimo passaggio venne infatti fermato (in particolare dopo una segnalazione di Ken Tyrrell) e squalificato in quanto troppo lento rispetto agli altri concorrenti, evento unico nella storia della Formula 1.

Parentesi Brabham per Ickx
Nonostante gli ottimi risultati, a causa dei rapporti difficili con la squadra e problemi contrattuali, Jacky Ickx per il 1969 si trasferì alla Brabham tramite la Gulf, che sponsorizzava sia Brabham che la JW Automotive, con cui il belga correva nel Campionato marche. La scarsa affidabilità della vettura nella prima parte di stagione non consentì a Ickx di lottare per il titolo, ma arrivò comunque un onorevole secondo posto alle spalle di Stewart, con due vittorie e cinque podi in totale, poi a fine stagione, il ritorno alla Ferrari, con cui chiuse secondo anche nel 1970.

Stewart e Tyrrell campioni con Matra
Matra era un complesso industriale francese che dal settore militare si spostò in svariati campi, tra cui le auto, arrivando alla produzione di vetture di Formula 1, sostenute dalla fine degli anni sessanta con ingenti investimenti del governo. L'apice arrivò nel 1969, quando sotto la guida di Ken Tyrrell e Stewart al volante arrivò un meritato titolo iridato con 6 vittorie su 11 Gp; successivamente la scissione da Tyrrell segnò un rapido declino per la Matra, che ottenne comunque importantissime vittorie a Le Mans e nel mondiale marche.