CAMPIONATI DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1964

Clark, un pizzico di fortuna e un mare di guai
A Spa Dan Gurney scattò dalla pole e mantenne un ritmo inarrivabile continuando ad incrementare il vantaggio in gara poi, a due giri dalla fine, esaurì dalla benzina e rientrò ai box dove il team non aveva carburante a sufficienza; passò a condurre Hill, tradito però dalla pompa della benzina e costretto a lasciare il posto a Mclaren, subito fermato da noie al carburatore. A pochi metri dal traguardo prese la testa Clark, che si rese conto del successo solo pochi minuti dopo il traguardo. Lo scozzese sembrava avviarsi nuovamente al titolo, ma un brusco calo di affidabilità della Lotus gli consentì di cogliere solo due punti nelle ultime 5 gare.

Primi successi per la Brabham
La prima Brabham debuttò in F.1 al Nürburgring nel 1962 per il solo Black Jack, il quale dall'anno seguente iniziò a schierare una seconda vettura per Dan Gurney, che già al secondo Gp a Monaco salì sul podio, collezionando poi risultati di rilievo nonostante il team puntasse ancora su soluzioni semplici ed economiche. Nel 1964 il pilota statunitense colse anche le due prime pole e i due primi successi nella storia del team, risultati che permisero a Brabham di avviare accordi con forniture determinanti per un salto di qualità che portò a numerosi successi in Formula 1 e non solo.

Bucknum porta al debutto la Honda
Nel 1964 la Honda presentò un proprio team diventando l'unica squadra insieme alla Ferrari ad avere una macchina interamente progettata in casa, sia per telaio che per motore. La vettura venne sviluppata nel 1963 con la designazione di RA270, seguita dalla RA271 che debuttò l'anno seguente al Nurburgring con Ronnie Bucknum al volante. Lo statunitense riuscì a qualificarsi in ultima posizione ma in gara fu costretto al ritiro per un incidente avvenuto nel corso dell'undicesimo giro. Bucknum ha disputato 11 Gp in F1, tutti con la Honda, cogliendo un quinto posto come migliore risultato, abbandonò le corse nel 1974 a causa del diabete, che nel 1992 fu purtroppo causa del suo decesso.

La prima gioia di Lorenzo Bandini
Negli anni cinquanta nei dintorni di Zeltweg vi furono le prime competizioni motoristiche all'interno dell'aerodromo militare, con un layout a forma di L ben diverso dal successivo Osterreichring. Il crescente interesse portò ad organizzare nello stesso impianto le prime gare di Formula 1 non valide per il mondiale (1961 e 1963), seguite nel 1964 dalla prima edizione del Gp d'Austria. Il ferrarista Lorenzo Bandini nell'occasione vinse il suo primo e unico Gran Premio in carriera al termine di una grande gara, dopo essere scattato al via dalla settima posizione. Il 1964 fu la miglior stagione per il pilota italiano, che dopo due stagioni deludenti sarebbe stato sicuro protagonista del 1967, anno in cui purtroppo fu vittima di un incidente mortale durante il Gran Premio di Monaco.

Bob Anderson dalle 2 alle 4 ruote
Dopo alcuni anni nel motomondiale Bob Anderson debuttò in Formula 1 con una Lola, mentre successivamente corse sempre su una Brabham Bt11 messa in pista dalla DW Racing Enterprises, (con la sola eccezione del Gp del Sudafrica del 1967, nel quale venne schierato dal team ufficiale). Il terzo posto ottenuto a Zeltweg nel 1964 fu il miglior risultato ottenuto dal britannico, che nel 1967 durante un test sul circuito di Silverstone, perse il controllo della vettura causa aquaplaning, morendo durante il trasporto in ospedale a causa dei gravi traumi subiti nell'impatto.

Attori non protagonisti
Nella stagione 1964 tentarono la fortuna anche altri piloti meno noti al pubblico dei Gran Premi, tra i quali Bernard Collomb, pilota privato che mancò la qualificazione a Monaco, mentre il collega svizzero Jean-Claude Rudaz riuscì a qualificarsi a Monza, ma venne messe fuori gioco a causa dell'esplosione del motore alla fine delle prove. Debutto poco fortunato per John Taylor, giunto al traguardo a Brands Hatch a 24 giri dal vincitore causa problemi tecnici; due anni più tardi al Nurburgring l'inglese ebbe un incidente in seguito al quale patì delle ustioni che lo portarono alla morte quattro settimane più tardi. 


Il Glen si rinnova
Gli organizzatori del Gp degli Usa al Glen erano soddisfatti del rifacimento della superficie del tracciato al punto da credere possibile un giro alla media record di oltre 190 km/h (tempo previsto 1: 08.9) e avevano a disposizione 120 bottiglie di champagne pronte per chi fosse riuscito; previsione lontana dalla realtà visto che la pole fu segnato da Clark in 1:12.65. Tra i partecipanti anche il pilota di casa Walt Hansgen, che nella seconda e ultima presenza in F1 conquistò due punti, terminando quinto. Lo statunitense successivamente si dedicò a gare sport e di durata; perse la vita durante una sessione di test ad Indianapolis in vista della 24 Ore di Le Mans. 


Hill primo in classifica, ma il mondiale è per Surtees
Fino al 1990 la graduatoria finale in F1 veniva definita con la regola degli scarti, per cui ciascun pilota sommava solo un certo numero di piazzamenti (o, in alcune stagioni, i migliori di due parti del campionato) superato il quale era costretto a scartare i propri peggiori risultati, con l'obiettivo di premiare i piloti vincitori delle singole gare, penalizzando i "piazzati". Nel 1964 valevano solo sei piazzamenti su dieci, motivo per cui Graham Hill ottenne un punto in più di Surtees ma fu costretto a scartare il quinto posto di Spa, chiudendo a 39 punti contro i 40 del Ferrarista, che vinse il titolo; l'unico altro caso in cui la regola fu decisiva è quello del 1988, con Senna campione su Prost che aveva ottenuto 11 punti in più.
La stagione di Surtees era iniziata con alcune difficoltà e con qualche ritiro di troppo: a metà stagione il pilota britannico, dopo il Gp di casa, poteva contare solamente su 10 punti contro i 30 di Clark e i 27 di Hill. Al Nurburgring, dove l'anno prima aveva ottenuto la sua prima vittoria, in un week end funestato dall'incidente mortale di Carel Godin De Beaufort, Surtees rifilò oltre un minuto a Hill e iniziò un'impetuosa rimonta con la vittoria di Monza e i due secondi posti in terra americana, mentre nella seconda parte di stagione Hill ottenne 15 punti e Clark solamente 2. Per il figlio del vento, già campione di motociclismo, fu il primo e unico titolo in F1, per la Ferrari il ritorno all'iride dopo il successo di Phil Hill nel 1961. Curiosità: in segno di protesta per la mancata omologazione della 250ML per la categoria gran turismo, nelle ultime due gare le "rosse" scesero in pista con la colorazione bianco/blu della North American Racing Team, compreso il decisivo appuntamento di Cittá del Messico, dove per Surtees fu molto importante l'aiuto del compagno di team Lorenzo Bandini, il quale favorì il sorpasso della prima guida, pronta a cogliere il secondo posto che, con Hill fuori dalla zona punti, risultò decisivo per l'assegnazione del titolo.