CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1963

Genio Champan + Talento Clark = Trionfo
Colin Chapman propose a Mike Costin un'idea rivoluzionaria scrivendo su un tovagliolo le idee alla base della Lotus 25, prima F1 con telaio monoscocca, che rendeva la vettura più rigida, resistente e leggera, oltre ad essere particolarmente bassa, al punto da dover reclinare il sedile del pilota. Molti privati volevano acquistare la Lotus 25 ma Chapman rifiutò, schierandola solo per il team ufficiale con Taylor e Clark, il quale dopo il primo GP a vuoto, vinse tutte le gare a eccezione dei Gran Premi di Germania e degli Stati Uniti dove arrivò a podio: sette vittorie su dieci gare in calendario. Nota di colore: nei primi 4 Gp stagionali Clark utilizzò sempre lo stesso set di gomme.

La Brm lancia la sfida a Clark
Il campionato del mondo 1963 iniziò da Monaco con la pole position di Clark, sopravanzato subito dopo il via da Hill e Ginther, a loro volta infilati successivamente dallo scozzese, poi costretto al ritiro per rottura del cambio, e da Surtees, rallentato da problemi di pressione dell'olio. Fu quindi doppietta Brm, che non riuscì a confermare il titolo dell'anno precedente ma colse due vittorie con Hill e numerosi piazzamenti con Ginther, frutto di un'ottima affidabilità che portò i due piloti a quota 29 punti alle spalle dell'imprendibile Clark.

Mitter a sorpresa sul Ring
La Porsche produsse tra il 1957 e il 1962 il modello 718, utilizzato in diverse motorizzazioni e versioni, tra cui una a ruote scoperte che ottenne 5 podi, 1 vittoria e 1 pole position in F1 con Gurney. L'anno seguente Gerhard Mitter schierò la 718 al Nurburgring cogliendo un sorprendente quarto posto che valse l'interesse della Lotus, che gli mise poi a disposizione una vettura per alcuni Gp negli anni seguenti. Grande protagonista tra le gare di salita e alla Targa Florio, Mitter perse la vita a causa di un incidente avvenuto durante le prove del Gp di Germania del 1969.

Torna in pista la Gilby
La Gilby Engineering inizò la propria storia a metà degli anni '50 iscrivendo una Maserati 250F per Roy Salvadori e successivamente per Keith Greene, figlio del fondatore Syd, che nel 1962, ultimo anno di attività del team, centrò un terzo posto al Gp di Napoli, prova non valida per il mondiale. L'anno seguente la vettura fu acquistata da Ian Raby, che la schierò come privato senza ottenere risultati; il pilota inglese partecipò poi ad alcuni Gp con una Brabham, prima di tornare alla F2, dove perse la vita a causa di un grave incidente avvenuto durante una prova a Zandvoort.

"Hap" Sharp, pilota costruttore
La Chaparral venne fondata da Hap Sharp e da Jim Hall per realizzare in proprio le vetture da corsa con cui avrebbero gareggiato nel campionato SCCA, distinguendosi per soluzioni aerodinamiche rivoluzionarie. Sharp, soprannominato Hap (Happy new year) essendo nato il primo gennaio, corse anche in F1 ottenendo un settimo posto in Messico nel 1963 come miglior risultato. Morì suicida nel 1993 quando gli venne diagnosticato un cancro.

Debutto di Moises Solana
Tra il 1963 e il 1968 il messicano Moises Solana partecipò ad alcune gare valide per il mondiale di Formula 1, dedicandosi principalmente al Gran premio di casa e in alcuni casi, come nel 1967 (quando corse per la Lotus), anche al Gp degli Usa. Nelle sue otto presenze Solana concluse la gara in tre occasioni ottenendo come migliori prestazioni il settimo tempo in prova e la decima posizione in gara; perse la vita nel 1969 in un incidente avvenuto durante una cronoscalata.

Il sogno sfumato di un team tutto italiano
Nel tentativo di opporre una concorrente italiana alla Scuderia Ferrari, Giorgio Billi, Carlo Chiti, Romolo Tavoni e Giotto Bizzarrini fondarono la Automobili Turismo e Sport (ATS) con il sostegno finanziario del Conte Volpi, già proprietario della Scuderia Serenissima. Nonostante la linea accattivante la vettura stradale non colse il successo sperato, e i modesti risultati ottenuti in Formula 1, nonostante l'impiego di due piloti del calibro di Phill Hill e Baghetti, che non colsero nemmeno un punto, fecero svanire presto il sogno di una nuova scuderia italiana.

La carica dei 52
Nell'era moderna la Formula 1 ha progressivamente trovato stabilità nel numero di iscritti, mentre andando indietro nel tempo era solito trovare team e piloti ufficiali in costante variazione, in aggiunta alla partecipazione più o meno folta di privati. Nel mondiale 1963 sono stati ben 52 i presenti ad almeno un evento, tra questi alcuni non sono però riusciti però a qualificarsi per la gara: Kurt Kuhnke, Tim Parnell, André Pilette,  Frank Dochnal, Roberto Lippi ed Ernesto "Tino" Brambilla, fratello di Vittorio.