CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1961

Una calda giornata per Moss
Dal 1961 il regolamento cambiò riducendo la cilindrata massima dei motori aspirati da 2.500 a 1.500 cm3 e vietando la sovralimentazione dei propulsori, soluzioni per cui la Ferrari si fece trovare pronta a differenza dei team inglesi. Stirling Moss dovette accontentarsi di una obsoleta Lotus 18 del team di Rob Walker con cui riuscì incredibilmente a vincere il Gp inaugurale a Montecarlo grazie alle sue straordinarie doti di guida. Durante lo svolgimento dei 100 giri di gara (quasi tre ore) il pilota inglese subì problemi di surriscaldamento, arrivando al traguardo senza i pannelli laterali nel tentativo di contenere la temperatura, vincendo con 3.6 secondi su Ginther. Nella stessa gara Cliff Allison, alla sua ultima presenza in F1, venne iscritto con una Lotus del team BRP (British Racing Partnership), fondato da Alfred Moss e Ken Gregory, rispettivamente padre e manager di Stirling Moss; chiuse ottavo.

Tutti al traguardo e nessuno ai box
Dopo lo spettacolare Gran Premio inaugurale disputato a Montecarlo, la Formula 1 arrivò a Zandvoort dove Wolfgang Von Trips ottenne la sua prima vittoria in carriera, in una gara dove nessun pilota si ritirò o fu costretto a fermarsi ai box, caso unico nella storia. Lo sfortunato pilota tedesco vinse anche in Inghilterra e ottenne due secondi posti, piazzamenti che lo portarono ad essere favorito per la conquista del titolo.

Uno squalo rampante
La Ferrari 156 F1, soprannominata Squalo, fu progettata da Carlo Chiti con la collaborazione di Mauro Forghieri, dopo che lo stesso Chiti riuscì a vincere lo scetticisimo di Enzo Ferrari sul posizionamento posteriore del motore, in quanto il Drake era convinto che "i buoi stessero davanti al carretto e non dietro". Con la 156 le vetture di Maranello sbaragliarono la concorrenza: a Spa ad esempio occuparono i primi posti, con Von Trips, Ginther e Gendebien al seguito del vincitore Phil Hill, che colse il primo successo e balzò in testa alla classifica. La sua seconda vittoria arrivò a Monza, nel Gp dove la scomparsa del collega Von Trips sancì la consegna matematica del titolo all'americano.

Vittoria al debutto per Baghetti
Dopo numerosi successi in altre categorie e due vittorie nelle prime due gare non titolate disputate, Giancarlo Baghetti venne iscritto a Reims con una Ferrari messa a disposizione dalla Fisa e, caso unico, vinse al debutto nel mondiale di Formula 1. Qualificatosi in dodicesima posizione, al termine di una gara emozionante precedette di un solo decimo la Porsche di Dan Gurney; curiosamente Baghetti non vinse altre gare, mentre nel 1967 si distinse per essersi lanciato in soccorso di Lorenzo Bandini mentre assisteva da spettatore al Gran Premio di Montecarlo. Direttore di “Auto oggi”, è scomparso nel 1995, stroncato da un male incurabile.

Jackie Lewis come Moss
Sopravvissuto ad un terribile incidente in F3, Lewis passò in F2 vincendo il titolo davanti a Jack Brabham, risultato che lo portò a sognare la massima serie, per cui acquistò personalmente una Cooper con cui si fece immediatamente notare con il nono posto al Nurburgring, piazzamenti in prova a metà schieramento e un ottimo quarto posto a Monza, unico insieme a Stirling Moss a segnare punti come privato. L'anno seguente visse una deludente annata al di sotto delle aspettative e decise di ritirarsi per dedicarsi alla propria fattoria.

Sul Ring la F1 festeggia il 100esimo Gp iridato
Il 6 agosto del 1961 al Nurburgring la Formula 1 festeggiò il centesimo Gran Premio iridato della propria storia: Stirling Moss vinse la gara tentando di recuperare terreno in classifica sulle Ferrari, che completarono il podio. Con il secondo posto in gara Von Trips si portò a +4 sul compagno di squadra Phil Hill ipotecando il titolo, purtroppo nel successivo gran premio, a Monza, perse la vita insieme a 14 spettatori a causa di un incidente innescato tra la sua Ferrari e la Lotus di Clark. 

Rodriguez, giovane e veloce
Rodriguez iniziò a correre e vincere da minorenne (iscrivendosi talvolta con il nome del padre) e il suo talento non lasciò indifferente Enzo Ferrari, che decise di schierarlo nel Gp d'Italia del 1961. Il messicano, all'epoca il più giovane pilota a debuttare in Formula 1, centrò incredibilmente il secondo tempo in prova e lottò per le prime posizioni fino a quando fu costretto al ritiro per un guasto. Dopo alcune gare con la Ferrari, nel Gp del Messico del 1962 si iscrisse con una Lotus, ma perse la vita uscendo di pista alla Peraltada durante lo svolgimento delle prove; il circuito del Messico è intitolato a lui e al fratello, deceduto anch'esso in un incidente di gara.

Cenni storici su Serenissima e De Tomaso
La Scuderia Serenissima iniziò la propria avventura utilizzando vetture Ferrari, fino a quando il fondatore finanziò la ATS, una casa automobilistica gestita da progettisti allontanatisi dalla casa di Maranello per divergenze di varia natura; per questo motivo Enzo Ferrari non vendette più sue auto alla Scuderia Serenissima, che partecipò ad alcuni Gran Premi di Formula 1 utilizzando Cooper, Lotus, Porsche e De Tomaso. Proprio con quest'ultima, a Monza nel 1961, debuttò Nino Vaccarella, che nell'anno seguente disputò altre tre gare con il team, tornando poi tre anni dopo per un'ultima gara, alla guida della Ferrari; per Vaccarella nessun punto in F1 ma grandi successi con vetture sport, tra cui campionato del mondo, 24 ore di Le Mans e Targa Florio. La De Tomaso era stata fondata a Modena nel 1959 dall'omonimo pilota argentino avviando il progetto per una vettura di F2 poi convertita per il mondiale di F1, vista la criticatissima riduzione regolamentare della cilindrata a 1500cc. La prima deludente esperienza con il motore Osca (Scarlatti navigava a Reims a sette secondi dal penultimo) spinse De Tomaso a montare sulle sue vetture un motore Alfa elaborato da Conrero, schierato a Monza per Vaccarella e Bussinello, i quali videro un lieve miglioramento, ma furono entrambi costretti al ritiro.

Scende in pista la Lotus Maserati
Appassionato di auto come molti aristocratici della propria epoca, Gaetano Starrabba, Principe di Giardinelli e di Militello, conte di Pachino, barone di Bimmisca e Scibina, marchese di S. Agata, iniziò negli anni cinquanta una lunga carriera che lo portò a cimentarsi con successo in numerose competizioni. Nel 1961 il pilota italiano acquistò una Lotus 18 su cui montò un motore Maserati, esemplare unico nella storia della F1, iscrivendosi al Gp d'Italia: 30esimo in prova a 21 secondi dalla pole, Starrabba si ritirò nel corso del 19esimo giro per la rottura del motore, in quella che fu la sua unica presenza iridata.

Primo successo Lotus
La storia della Lotus è strettamente legata a Jim Clark, ma c'è un altro pilota che scrisse pagine importanti nella grande avventura del team britannico: Innes Ireland debuttò con il team di Colin Chapman nel 1959 andando subito a punti, poi due anni più tardi alla guida della "18" colse il primo successo della Lotus, nonché unica vittoria personale in F1. L'inglese aveva danneggiato seriamente l'auto durante le prove, ma i meccanici recuperarono la situazione consentendogli di correre una gara straordinaria in cui partì ottavo e concluse al primo posto.
La Lotus 18 aveva debuttato al GP d'Argentina 1960 e venne utilizzata per un totale di 150 esemplari anche nelle tre stagioni seguenti dalla squadra ufficiale e da team privati, tra i quali Peter Ryan, invitato da Chapman a Watkins Glen nel 1961 in segno di riconoscimento per aver vinto una gara per vetture Sport a Mosport nello stesso anno. Nella sua unica gara in F1 il canadese chiuse al nono posto a quattro giri dal vincitore Ireland; morì l'anno seguente a causa di un incidente durante le prove di una gara di Formula 2 sul circuito di Reims.